Per un mondo più azzurro

disegno di Roberto Fiordiponti
Racconto breve di

Luciano Cavaliere

La giornata è triste e fredda, è l' istinto o l' udito a guidare i miei passi verso quello che era solo un lontano brusio e poi note sparse e infine le luci, ecco cosa erano quei vaghi sussulti uditi, il luna park, uno di quelli piccoli di periferia ma con molta gente, ragazzi e ragazze con i motorini, a fare cerchio intorno alle panchine, la ghiaia smossa e lo spigolo di qualche pneumatico sulla strada, la musica sparata a volume altissimo le urla, le risa, rumori vari, tanti e gli imbonitori col microfono alla mano a blaterare di fenomeni e stravaganze. Mi aggiro a passi stanchi per i tendoni, i chioschi dal forte profumo di zucchero caramellato, il tiro a segno, l'autoscontro, i pesci rossi con le palline bianche da pingpong, la gente si accalca ora lì ora qua, spinge strattona, e volano leggeri senza tempo, le nuvole compatte si allineano verso est come in attesa; qualche squarcio fa intravedere un futuro migliore.

In un angolo, lassù tra le nuvole uno strappo fa trapelare un bagliore strano, forse un timido raggio di sole ? O il riflesso dorato di un qualche aeroplano , sbucato tra banchi di nubi minacciose, per un solo istante ? Ma sembra qualcosa di diverso, stringo gli occhi a cercare di vedere meglio, ma li stringo troppo e non vedo nulla ! Fesso ! C'è qualcosa che non è ne un raggio di sole ne un bagliore, ma non riesco a distinguere bene. C'è un ragazzetto vicini che si guarda attorno con aria assente, lo avvicino . - Senti, hai una buona vista ? -

- Come, scusa ? la vista , certo che ci vedo …-

- Bè, io non ho una vista troppo acuta, e lassù in alto, vedi, dove il cielo si fa più chiaro, ecco mi sembra che si sia qualcosa, a te non pare di vedere del "movimento" ?- Il ragazzo mi guarda scettico, non sa se lo prendo in giro o se sono scemo, ma la curiosità è forte, e guarda in quel punto lontano, fissa lo sguardo, storce la bocca, le pupille saettano, sembra che buchino anche l' atmosfera. Si volta

- io non vedo niente di strano-

- Ma …forse mi sono sbagliato, grazie lo stesso, ciao. Mi allontano. Adesso lo squarcio nel cielo sembra leggermente più ampio, il resto è sempre grigio, nuvoloso, compatto, denso, strano…

- Venghino, signori e signore, venghino, c'è il famoso artista "Mangiafuoco" reduce dai successi nei più famosi circhi del mondo, l' unico autentico fenomeno, padrone del fuoco…-

Al centro di una pedana transennata c'è un tizio in stile anni '30, forzuto con una maglietta a righe rosse e bianche con mutandoni neri e bretelle a righe verticali. Sta palleggiando alcune torce accese, mentre la gente un po' s' annoia si stringe alla fettuccia che delimita la pedana. Qualcuno ridacchia, altri approfittano per strusciarsi un po'… Lo squarcio ora è molto più ampio e per la miseria là c'è del MOVIMENTO, mi agito un po' per cercare conferma a ciò che vedo, ma nessuno pare accorgersi di niente. Mangiafuoco sta eseguendo un numero difficile con otto torce che piroettano in maniera magica da una mano all'altra, è affascinante, ma l' occhio si allontana verso il bordo esterno del cielo.

C'è una donna dal lato opposto al mio che mi guarda fisso, io guardo ancora in su, il Mangiafuoco ha cambiato attrezzi, ora ha dei cerchietti fiammeggianti che saltano come animati da vita propria. Io vedo del lavoro lassù, mi sembra che stiano come montando un ponteggio, una tavola con delle funi fissate a qualche lembo di nuvola, con un tizio in bilico sulla tavola, e un altro seduto con un pennello in mano e un secchio lì accanto, altri due o tre si affacciano allo squarcio e mi pare che parlottino tra loro. Io caccio un urlo allungando un braccio e un signore caccia un altro urlo bestiale, praticamente gli ho bucato una guancia con l' indice, - là ! lassù, guardate lassù !-

Qualcuno alza la testa e segue la traiettoria del dito, Mangiafuoco sta raccogliendo i suoi attrezzi che gli sono caduti quando ho strillato. Il signore "bucato" si passa un dito nella guancia, estrae il dito lo guarda e sembra non credere a quello che vede. Le teste che si erano alzate a guardare in su guardano senza vedere, senza capire, si osservano muti, poi spostano lo sguardo su di me, ed io divento piccino, piccino… Mangiafuoco fa cenno a chiedere silenzio per la concentrazione, e ricomincia. La donna che avevo di fronte si guarda intorno, alza la testa, si agita nervosa, io continuo ad osservare il cielo, ma come fanno a non vedere, a non essere tutti con il naso in aria a fare ressa, lassù qualcuno sta dipingendo il cielo !

E lo sta facendo pure bene, me ne intendo io, è un bel colore azzurro, ma non carico, color… color… cielo insomma. Altri, presumo che abbiano uno stucco speciale, dovrò chiedere poi, stanno stuccando alcuni piccoli buchi nel cielo, però non carteggiano lo stucco, roba buona quella... Le squadre di imbianchini sono adesso già tre con lo stesso sistema usato per verniciare le navi, due cime legate a bordo e una tavola da appoggio. Usano rullo a manico corto. Mangiafuoco è sempre alle prese con torce, cerchietti, fuoco e fiamme che mi sembra un diavolo all' inferno. La donna pare terrorizzata, con lo sguardo mi fa delle domande a cui non so rispondere se non con due occhi spalancati e una smorfia sul viso. Si stacca dal gruppo, fa il giro e mi si affianca. Il signore col "buco" si è infilato un fazzoletto nella guancia e adesso mi sembra stia meglio.

-Ma cosa succede ?

- mi chiede la donna,

- possibile che nessuno si accorga di niente ? Sono tutti così tranquilli, ma tu che cosa vedi, poi ?-

La guardo, il viso è bello, anche se io trovo praticamente belli tutti i visi, però il suo è un bel viso, davvero, capelli leggermente rossastri un po' di efelidi a spruzzo sulle guance. - Che vedo ? un incubo, che devo vedere: come si fa a dire "vedo dei tipi con una tuta blu, una bombetta in testa che stanno stuccando e verniciando il cielo !". Va bè che piove sempre quest' anno e il cielo è quasi sempre grigio, ma verniciarlo………..-

-Oh … ma che stai dicendo, verniciare il cielo ? Ma qui sta succedendo qualcosa di grosso … io ho paura ! -

- ehm …… scusi signore, signore….-

- Si … cosa c' è figliolo ? -

- Mi scusi, ma lei ha una buona vista ? -

- Cosa è lei, un oculista in incognito, un piazzista d' assalto, un agente dell' ISTAT ? o cos' altro ?

- No, no … mi ha frainteso, lei non vede niente d' insolito lassù in alto, non le sembra che ci sia del … del fermento?! - Alza lo sguardo , indaga. -

Fermento, … lassù … giovanotto, ha voglia di scherzare ? O che razza di acido si è "sparato " ? E' così fermo e statico questo cielo da sembrare finto !-

Scuote le spalle e fa un passo avanti e pone una muta domanda all' uomo col buco nella guancia riempito con un fazzoletto bianco a palloncini metà rossi e metà verdi. Questo allarga le braccia come per dire "che ci posso fare? ". Lassù mica scherzano però, con una squadra come quella si può mettere una ditta di verniciature, formidabile, tinta unita senza " bruciature " né colature, praticamente perfetto, almeno visto da qui. Però è strano, stanno lavorando in maniera un po' troppo spedita, ormai sul lato destro sono quasi arrivati allo orizzonte, e dovrebbero cominciare a prendere la "misura" per tirare la linea d' orizzonte.

La donna guarda con occhi sbarrati, si è attaccata al mio indice destro e spero che non me lo stacchi, perché ogni pennellata che vede stringe ancora di più, probabilmente non troverò mai più un paio di guanti da poter indossare senza "spuntare" l' indice, appunto, perché se non lo stacca, sicuramente lo avrà allungato di quattro o cinque centimetri. Non stanno verniciando solo il cielo, come temevo continuano anche verso il mare e i monti. La città in lontananza sta per essere " verniciata " forse cancellata ……. cancellata ?

Il brivido che corre lungo il mio essere si deve essere trasmesso attraverso l ' indice tanto che sento il brivido fluire attraverso lui e inondare anche lei. Anche le altre squadre di imbianchini stanno calando verso il basso, mi sembrano tanti pirati all' abbordaggio di antichi vascelli, solo che non usano pistole o sciabole, ma vernici, stucco e pennelli. Non è possibile, è un incubo. Qualcuno sembra cominci a diventare irrequieto, ma anche guardando in alto, e non solo oramai ne che non vedano nulla di insolito, è solo una sensazione per i più, ancora più strano, inquietante, qual è allora la verità è "vero" quello che vedo io, o quello che vedo io, o quello che "non" vedono loro ?

- Andiamo via,via da qui-

implora la "mia" donna. Ma non so cosa fare. E ' così assurdo. Mangiafuoco, che poi come svegliatosi si accartoccia su se stesso, si rannicchia, si sdraia, si volta e come se dormisse continua a bruciare. Una donna anziana vestita di nero, con un grande velo in testa si suicida, ingoiando un ombrello. Quasi tutti urlano e fuggono, si urtano, si calpestano, si feriscono, ma pochi o magari nessuno sa perché, è un caos tremendo, l' isterismo si è impadronito della folla, che impazza e travolge se stessa. Gli omini calati dal cielo lavorano con una foga satanica, di questo passo tra non molto avranno ricoperto tutto il cielo, il mare, la terra.

Il luna park è pressoché deserto, chi ha potuto fuggire, chissà dove poi… lo ha fatto. Restano solo persone rantolanti, ferite sonnambuliche, si ascoltano urla di dolore, risate dementi, qualcuno prega, alcune giostre funzionano ancora, in un paesaggio assurdo, irreale, seggiolini volteggiano cigolanti tra corpi maciullati dalla folla impazzita, alcuni sono incastrati mortalmente tra automobiline elettriche,giradischi continuano a girare, mandando solo toc toc del fine disco e sono colpi di maglio per la mente che si rifiuta di credere. Ormai l' azzurro sta per essere steso anche sul luna park, così come ha già coperto tutto ciò che era visibile sull' arco destro dell'orizzonte.

Comincia a cadere la vernice azzurra, e dove arriva copre e cancella, come un colpo di spugna il gesso sulla lavagna. Si possono vedere automobili come divise a metà, persone senza un braccio o la testa che corrono via impazzite, schizzate di azzurro qua e là fino a sparire per sempre nell' azzurro incipiente.

Corriamo anche noi, presi da un impulso irrefrenabile. La donna è sempre saldamente ancorata al mio dito. Le strade lì intorno sono praticamente deserte, senza rumori né traffico, ma si immagina che alle uscite della città ci siano delle code inverosimili, incidenti, ingorghi con la gente paziente, incredula sempre più violenta e sbandata. Dove andare, che fare, che succede in realtà ? Cosa può essere tutto ciò, chi sono quegli omini così strani, da dove vengono e perché lo fanno ?

- Via, via da qui, e mollami questo dito…. Via, vai via !-
Il panico, ho perso il mio Ego pilota e schizzi di azzurro arrivano sin quasi a noi. Un manto azzurro sta coprendo e cancellando case, strade, auto, terra, piante, tutto … tutto…

Un auto è ferma, è uscita di strada, ha la portiera aperta e riversa sul volante una donna con una brutta ferita alla fronte, la tiro fuori e la infilo sul divano posteriore. Giro la chiave, ma il motore non parte, niente corrente !
Apro il cofano, la batteria è andata, nell' urto si è spaccata ! Via di corsa via da qui. Ci sono auto ferme, ma sono chiuse, maledizione. La "mia" donna si trascina dietro di me, nella calca è rimasta quasi mezza nuda, la camicetta è lacerata e tutti i bottoni sono saltati, si intravede un bel seno prosperoso, la giacca è senza una manica, il colletto sarà forse servito a qualcuno così come le tasche… i pantaloni stanno su per combinazione, non è rimasto quasi niente, ed è un peccato perché la carne fuoriesce abbondante e la cellulite impazza senza ritegno, meglio muoversi altro che storie…

Anch'io ho parecchie escoriazioni, non mi ero reso conto, ho anche una ferita profonda sul braccio destro, si vede l' osso e il grasso biancastro strappato, ma non esce sangue, non fa male, il dolore è bandito per il momento. Ecco un auto aperta, con le chiavi al posto giusto.
Evviva parte ! - Su presto, presto - Siamo svelti a squagliarci da li, ormai è tutto azzurro o quasi, là attorno, la chiesa col lungo campanile e la piazza con gli alberi e la fontana, tutto azzurro, tutto sparito come un pannello davanti agli occhi, un rullo compressore una bacchetta magica. C'è la radio, che strano non averci pensato subito, l' accendo, cerco una stazione che trasmetta ma si ode solo il fruscio dell' etere insolitamente vuoto.

Finalmente ricevo qualcosa, giro la manopola ma è quella del volume, non della sintonia. La donna comincia a sintonizzare con cura. Le strade, quelle rimaste almeno, sono abbastanza sgombre tranne qualche auto incidentata. Lo speaker della radio sta leggendo un dispaccio di agenzia .

…. La misteriosa apparizione di un manto "verniciante" sulla nostra Terra intesa come pianeta, continua ad avanzare. Ogni cosa ne venga a contatto, viene immediatamente avvolta, assorbita, impossibile stabilire cosa sia, o fare un " prelievo ", analizzare questa melma o "vernice" azzurra e chi siano i misteriosi omini operai. L' umanità è in pericolo ! …

Una lunga pausa, si sente l' ansimare dello speaker della radio, ci guardiamo negli occhi procediamo lentamente, impossibile stabilire un itinerario, avere una meta… La radio gracchia un po', poi si sente ancora parlare.
Le stazioni radio che ancora si riesce a captare danno ovunque le stesse tremende notizie, la "vernice" azzurra avanza e divora tutto, e tutti, noi possiamo solo sperare in Dio, resteremo al nostro posto, almeno finchè sarà possibile trasmettere, buona fortuna !

Il ronfo del motore ci sembra il suono più bello, il regalo più amato e desiderato, come tutto appare quasi un sogno un incubo, mentre attraversiamo lentamente le ultime case della citta', e ci spingiamo verso le campagne o chissa' dove. Qualche auto ci sorpassa a velocita' folle suonando il clacson disperatamente. Superiamo qualche stazione di servizio, ma poi ci ripenso, torno indietro e penso di riempire il serbatoio.

Entro nella grande stazione di servizio. Sembra che non ci sia nessuno, mi affianco alla pompa del diesel. Provo la pompa, quando esplode una fucilata, un sibilo, un rumore di ferro schiacciato. Un tizio esce dal chiosco con un fucile in mano puntato su di me !

- Cosa cercavi di fare eh ?- Porco ladro ! -

Ehi calma , calma sembrava non ci fosse nessuno, ha visto che sono passato accanto al chiosco… Posso pagare non ci sono problemi… - Il tipo sembra pensare, è incerto, forse ha bisogno di avere notizie. - Senta, non ha visto cosa succede? Tutto si colora di azzurro e sparisce , è ovunque così… - Sbarra gli occhi, suda poi urla. -

Non è vero, non è vero, si …si un trucco un trucco !-

- Senta mi vende un po' di gasolio? Cosa direbbe il principale se sapesse che non vuole vendere la benzina eh ? - Il folle non si decide, e qua si fa notte e col buio sono dolori, mi sembra che abbia allentato un po' la presa sul fucile, è molto meno diffidente ora .- Là !! - urlo , rimane fermo come paralizzato, gli strappo il fucile nel mentre gli rifilo una gomitata tra i denti , tale da sentire un orrido sgretolarsi, il tipo è a terra con le mani sulla bocca, gli do un calcio nel culo che lo sdraia come una pelle di leone . La donna urla qualcosa, - va al diavolo, sbrigati a togliere il tappo e fare il pieno.

Io devo prendere qualcosa! - Nel chiosco adibito anche a bar, cerco qualcosa da mangiare, saccheggio il frigo, porto via quanta piu' roba da mangiare e bere posso. Devo fare piu' viaggi. Il benzinaio si mette tra i piedi e cerca di farmi cadere- Ah…maledetto, ma sei scemo ? eh ! sparisci via…- Farfuglia qualcosa e mi abbranca i calzoni, ma porca… di tacco lo colpisco in fronte, ma lui insiste, tenace. - Muoviti, dai … - grida la donna.- Molla … imbecille… molla- E' quello tira che sembra voglia spezzarmi una gamba.

Divento una furia,una serie di colpi che nemmeno rocky I-II-III-IV-V tutti insieme hanno mai scaricato su un essere umano, sembra una polpetta, un incrocio tra un hamburger e una frittata di cipolle rosse! Raccolgo la roba che mi e' caduta , la butto in macchina torno indietro, prendo un po' di batterie e una torcia elettrica. E quello, gemendo come una mozzarella avariata ( mai sentito il grido di dolore di una mozzarella avariata? E' come un singhiozzo al rigurgito di banana! ) si rotolava tra i piedi. Incespico ancora.

EH NO! EH NO! Anche gli uomini in tuta blu si sono fermati per un attimo sbalorditi, lo giuro, li ho visti. Quando uno non vuol capire deve essere punito! Mentre ci allontaniamo , vedo nel retrovisore il tipo che solleva una mano, ma non e' un saluto, credo.
- Non ti facevo cosi' violento.- Mi dice la donna, violento io, io violento, ma va ! Stiamo salendo, dalla nostra posizione si vede giu' e quello che un tempo era uno splendido panorama ora e' solo un immenso incredibile fondo uniforme di un azzurro cosi' perfetto da sembrare un favoloso schermo cinematografico all' aperto un esagerato DRIVE IN .

I primi schizzi di azzurro stanno arrivando anche sulla stazione di servizio di quel pazzoide … La radio tace gia' da un po'. E anche noi non diciamo niente, cosa resta da dire . Si sta facendo buio, accendo i fari tutto intorno e' scuro, non si vedono ne' fanali di auto ne' di case. Forse la " vernice " ha assorbito anche le centrali elettriche, i cavi, i tralicci… Siamo persi, chi ci salvera' ? Andiamo avanti, quanto tempo passa, non abbiamo orologi e poi a che servirebbero.

Lei si addormenta la testa abbandonata che sussulta leggera il respiro profondo, avvolta in un plaid a quadrati rossi trovato a bordo dell' auto. Vado avanti ancora un poco, ho la testa pesante, sono stanco,ferito e ho paura . I fari illuminano uno spiazzo ai bordi della strada, accosto fermo il motore i fari accesi, scendo. L' aria e' quella di sempre, possibile che sia tutto vero e non uno stupido sogno? Il pulsare della ferita al braccio mi richiama alla realta', o no ! Restare fermo, o andare avanti e' la stessa cosa, non rets ache affidarsi al caso. Tanto vale restare , sono stanco, stanco. Rientro in auto.

Il seggiolino dell' autista e' rotto e non si inclina. Mi allungo alla meglio, stendo le gambe , poco dopo sono gia' addormentato. Quando riapro gli occhi il sole e' appena sorto, mi sollevo un po' dallo schienale, movimenti lenti e dolorosi, mi stiro lentamente per non frantumarmi, appena sollevata la testa , all' altezza del finestrino, mi trovo ad osservare un essere strano, faccio un salto, degno di movimenti migliori, anche la donna si sveglia, ma non ha visto nulla. L' essere strano e' , deve essere un contadino curioso che si e' allontanato con velocita' con cui io sono schizzato su'. Mi guardo intorno, l' azzurro e' ancora lontano per fortuna, sembra che di notte non abbiano lavorato, bene bene. La donna e' scesa e vorrebbe trovare un posto un po' appartato per alcune cose sue…

- Ma che ne so io, non c'e' nessuno qua intorno… e io non guardo, promesso ! - Non si fida e si allontana un po' non la seguo con lo sguardo, anzi mi sforzo di vedere laggiu' dove c' era la citta' il mare e le strade, e tutto monotonamente azzurro, e pare che il fermento lavorativo degli omini sia ripreso. Cominciano presto a lavorare, accidenti a loro. Sta arrivando qualcuno, mi volto per cercare con lo sguardo la donna, ma non la vedo, dove si sara' cacciata? Uno e' il contadino di prima, ma non ha l' aria molto sveglia sembra. Si piazzano davanti a me, sono in tre il contadino scemo e altri due uno anziano e uno sui quarant' anni . Lo scemo mi dice - ehi , tu chi sei ? Cosa fai qui ?-

- Sono Babbo Natale e sono qui per fare gli auguri, capito ?- Lo scemo si volta e dice rivolgendosi al vecchio- Pa' … dice di essere Babbo Natale e che e' qui per fare gli auguri, che devo fare ora pa' ? - Il vecchio alza gli occhi allarga le braccia e dice - Figliolo caro, voltati e raccogli quel sasso, da bravo !- lo scemo si volta si cala e si becca un calcio nel culo strabiliante. Un volo, un tuffo da primato ! - Scusate, straniero ma non e' molto vispo il ragazzo, non e' cattivo, ma scemo si. Pazienza. Ma dite che succede? Non arriva piu' acqua ne' elettricita', la radio e' muta anche con le batterie.

E quel… quel… quel coso azzurro cos'e' , sapete qualcosa ? - Non so molto, solo che dove arriva quella specie di vernice azzurra scompare tutto e per tutto intendo proprio tutto. - C' e' voluto per spiegare quel poco che so, ma non credo che ci abbiano creduto un gran che' . Se ne sono andati lentamente, guardando in fondo alla valle dove comincia il terrificante deserto azzurro. La donna si e' fatta viva alla fine . - Stavo per andarmene - mento- lo avresti fatto davvero? -certo , dove cavolo sei andata ?
Facciamo una breve colazione, con lo schermo azzurro che avanza inesorabile.

Ci muoviamo, facciamo pochi chilometri e ci imbattiamo in un gruppo di auto, ferme in modo disordinato per la strada. Rallento e mi fermo a circa 150-200 metri dal gruppo di persone che si agita in modo strano, non mi piace, alcuni uomini si staccano dal gruppo e vengono verso di noi. Qualcuno e' forse arrivato, mi sembra che abbiano fucili o bastoni. Non mi va'. La donna si agita e mi guarda. Innesto la retromarcia e piano piano indietreggio, quando il gruppetto si accorge della manovra un paio spiccano la corsa verso di noi, gli altri imbracciano il fucile e sparano. Sento i proiettili che passano abbastanza vicini, ma i due che corrono per fortuna rendono imprecisa la mira e ben presto siamo fuori vista. Cambiamo strada sperando di non fare piu' incontri pericolosi. Quelli volevano certamente la macchina, o il gasolio.

Questo e' un rischio che non avevo previsto, banditi gente pronta a tutto pur di andarsene, scappare, ma dove poi. Il muro azzurro avanza implacabile, l' attivita' e' frenetica pare che il ritmo di lavoro sia ancora piu' sostenuto, come se dovessero rifarsi del tempo perso nella notte. Siamo giunti in un paesino c'e' qualcuno nella piazza, gente di paese si vede subito, facce rosse e sanguigne pura razza contadina nobile e forte. Quando ci vedono entrare lentamente e poi fermarci si fanno tutti sotto a cercar conforto, notizie. Cosa dire loro che gia' non sanno ? Una giovane donna con due piccoli bambini ci implora di portarla via, noi scappiamo e siamo li per andare dove, non sappiamo, forse siamo arrivati. Il parroco praticamente ci caccia via, nemmeno fossimo noi la causa di questa tragedia. Ma forse in un certo senso a ragione lui.

Andiamo via, ancora via, mentre ripartiamo si udono urla, strilli, e nello specchietto mi pare di vedere la donna correrci dietro e poi cadere e disperarsi, ma non mi fermo, arrivano altri a rialzarla a sorreggerla… La " mia "donna non parla molto, per fortuna e' attenta ma non ciarliera, chissa' chi e', cosa fa o meglio faceva, sara' sposata, avra' figli? Ora lo chiedo, ma no, non mi interessa veramente non e' il caso di fare conversazione da salotto e poi ora che importanza ha, forse non arriviamo a domani! Il carburante comincia ad essere scarso e siamo vicini alla riserva. Distributori ne abbiamo trovati pochi, e tutti saccheggiati. Credo che siamo vicini alla nostra meta. - Stiamo per finire il gasolio ,purtroppo - - Si, ho visto, non c'e' molto da fare, vero ? - - Gia' credo di no !- Avanziamo lentamente.

Il muro azzurro ci e' alle spalle, e tutto intorno e' azzurro sembra quasi che siamo gli unici ancora vivi, non c'e' paura nei nostri cuori ormai, solo rassegnazione forse rabbia, rabbia sorda impotente. Davanti a noi lontano, sta avanzando a velocita' sostenuta un auto che affronta i tornanti con perizia, senza sbandare, l' autista sa usare il cambio e la frizione. Noi siamo fermi al bordo della strada ad osservare quest' auto che fugge. Rallenta quando ci vede, si ferma vicino. Sono in due a bordo un giovane e una ragazza hanno gli occhi rossi di pianto.- Di la non si puo' andare, questa maledetta cosa azzurra ha coperto e mangiato tutto.

E qua com'e' la situazione? - Chiede. Allargo le braccia alzando al cielo le palme delle mani. Le braccia ricadono giu' sui fianchi. Loro si guardano negli occhi, tra loro passa un ' intesa che io colgo di colpo. Sorridono tristi fanno un cenno con la mano e ripartono di gran corsa verso il manto azzurro ormai vicino, comincia a cadere qualche schizzo di vernice li attorno, la donna mi viene accanto. - Non so nemmeno chi sei ? - dice - neanche il nome- le metto una mano intorno alle spalle e la stringo forte.

Luciano Cavaliere

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