La giornata è triste e fredda,
è l' istinto o l' udito a guidare i miei passi verso
quello che era solo un lontano brusio e poi note
sparse e infine le luci, ecco cosa erano quei vaghi
sussulti uditi, il luna park, uno di quelli piccoli
di periferia ma con molta gente, ragazzi e ragazze
con i motorini, a fare cerchio intorno alle panchine,
la ghiaia smossa e lo spigolo di qualche pneumatico
sulla strada, la musica sparata a volume altissimo
le urla, le risa, rumori vari, tanti e gli imbonitori
col microfono alla mano a blaterare di fenomeni
e stravaganze. Mi aggiro a passi stanchi per i tendoni,
i chioschi dal forte profumo di zucchero caramellato,
il tiro a segno, l'autoscontro, i pesci rossi con
le palline bianche da pingpong, la gente si accalca
ora lì ora qua, spinge strattona, e volano leggeri
senza tempo, le nuvole compatte si allineano verso
est come in attesa; qualche squarcio fa intravedere
un futuro migliore.
In un angolo, lassù tra le nuvole uno strappo fa
trapelare un bagliore strano, forse un timido raggio
di sole ? O il riflesso dorato di un qualche aeroplano
, sbucato tra banchi di nubi minacciose, per un
solo istante ? Ma sembra qualcosa di diverso, stringo
gli occhi a cercare di vedere meglio, ma li stringo
troppo e non vedo nulla ! Fesso ! C'è qualcosa che
non è ne un raggio di sole ne un bagliore, ma non
riesco a distinguere bene. C'è un ragazzetto vicini
che si guarda attorno con aria assente, lo avvicino
. - Senti, hai una buona vista ? -
- Come, scusa ? la vista , certo che ci vedo …-
- Bè, io non ho una vista troppo acuta, e lassù in alto, vedi, dove il cielo si fa più chiaro, ecco mi sembra che si sia qualcosa, a te non pare di vedere del "movimento" ?-
Il ragazzo mi guarda scettico, non sa se lo prendo in giro o se sono scemo, ma la curiosità è forte, e guarda in quel punto lontano, fissa lo sguardo, storce la bocca, le pupille saettano, sembra che buchino anche l' atmosfera. Si volta
- io non vedo niente di strano-
- Ma …forse mi sono sbagliato, grazie lo stesso, ciao.
Mi allontano. Adesso lo squarcio nel cielo sembra leggermente più ampio, il resto è sempre grigio, nuvoloso, compatto, denso, strano…
- Venghino, signori e signore, venghino, c'è il famoso artista "Mangiafuoco" reduce dai successi nei più famosi circhi del mondo, l' unico autentico fenomeno, padrone del fuoco…-
Al centro di una pedana transennata
c'è un tizio in stile anni '30, forzuto con una
maglietta a righe rosse e bianche con mutandoni
neri e bretelle a righe verticali. Sta palleggiando
alcune torce accese, mentre la gente un po' s'
annoia si stringe alla fettuccia che delimita
la pedana. Qualcuno ridacchia, altri approfittano
per strusciarsi un po'… Lo squarcio ora è molto
più ampio e per la miseria là c'è del MOVIMENTO,
mi agito un po' per cercare conferma a ciò che
vedo, ma nessuno pare accorgersi di niente. Mangiafuoco
sta eseguendo un numero difficile con otto torce
che piroettano in maniera magica da una mano all'altra,
è affascinante, ma l' occhio si allontana verso
il bordo esterno del cielo.
C'è una donna dal lato opposto al mio che mi guarda
fisso, io guardo ancora in su, il Mangiafuoco
ha cambiato attrezzi, ora ha dei cerchietti fiammeggianti
che saltano come animati da vita propria. Io vedo
del lavoro lassù, mi sembra che stiano come montando
un ponteggio, una tavola con delle funi fissate
a qualche lembo di nuvola, con un tizio in bilico
sulla tavola, e un altro seduto con un pennello
in mano e un secchio lì accanto, altri due o tre
si affacciano allo squarcio e mi pare che parlottino
tra loro. Io caccio un urlo allungando un braccio
e un signore caccia un altro urlo bestiale, praticamente
gli ho bucato una guancia con l' indice, - là
! lassù, guardate lassù !-
Qualcuno alza la testa e segue la traiettoria
del dito, Mangiafuoco sta raccogliendo i suoi
attrezzi che gli sono caduti quando ho strillato.
Il signore "bucato" si passa un dito nella guancia,
estrae il dito lo guarda e sembra non credere
a quello che vede. Le teste che si erano alzate
a guardare in su guardano senza vedere, senza
capire, si osservano muti, poi spostano lo sguardo
su di me, ed io divento piccino, piccino… Mangiafuoco
fa cenno a chiedere silenzio per la concentrazione,
e ricomincia. La donna che avevo di fronte si
guarda intorno, alza la testa, si agita nervosa,
io continuo ad osservare il cielo, ma come fanno
a non vedere, a non essere tutti con il naso in
aria a fare ressa, lassù qualcuno sta dipingendo
il cielo !
E lo sta facendo pure bene, me ne intendo io,
è un bel colore azzurro, ma non carico, color…
color… cielo insomma. Altri, presumo che abbiano
uno stucco speciale, dovrò chiedere poi, stanno
stuccando alcuni piccoli buchi nel cielo, però
non carteggiano lo stucco, roba buona quella...
Le squadre di imbianchini sono adesso già tre
con lo stesso sistema usato per verniciare le
navi, due cime legate a bordo e una tavola da
appoggio. Usano rullo a manico corto. Mangiafuoco
è sempre alle prese con torce, cerchietti, fuoco
e fiamme che mi sembra un diavolo all' inferno.
La donna pare terrorizzata, con lo sguardo mi
fa delle domande a cui non so rispondere se non
con due occhi spalancati e una smorfia sul viso.
Si stacca dal gruppo, fa il giro e mi si affianca.
Il signore col "buco" si è infilato un fazzoletto
nella guancia e adesso mi sembra stia meglio.
-Ma cosa succede ?
- mi chiede la donna,
- possibile che nessuno si accorga di niente ? Sono tutti così tranquilli, ma tu che cosa vedi, poi ?-
La guardo, il viso è bello, anche se io trovo praticamente belli tutti i visi, però il suo è un bel viso, davvero, capelli leggermente rossastri un po' di efelidi a spruzzo sulle guance. - Che vedo ? un incubo, che devo vedere: come si fa a dire "vedo dei tipi con una tuta blu, una bombetta in testa che stanno stuccando e verniciando il cielo !".
Va bè che piove sempre quest' anno e il cielo è quasi sempre grigio, ma verniciarlo………..-
-Oh … ma che stai dicendo, verniciare il cielo ? Ma qui sta succedendo qualcosa di grosso … io ho paura ! -
- ehm …… scusi signore, signore….-
- Si … cosa c' è figliolo ? -
- Mi scusi, ma lei ha una buona vista ? -
- Cosa è lei, un oculista in incognito, un piazzista d' assalto, un agente dell' ISTAT ? o cos' altro ?
- No, no … mi ha frainteso, lei non vede niente d' insolito lassù in alto, non le sembra che ci sia del … del fermento?! - Alza lo sguardo , indaga. -
Fermento, … lassù … giovanotto, ha voglia di scherzare ? O che razza di acido si è "sparato " ? E' così fermo e statico questo cielo da sembrare finto !-
Scuote le spalle e fa un passo
avanti e pone una muta domanda all' uomo col buco
nella guancia riempito con un fazzoletto bianco
a palloncini metà rossi e metà verdi. Questo allarga
le braccia come per dire "che ci posso fare? ".
Lassù mica scherzano però, con una squadra come
quella si può mettere una ditta di verniciature,
formidabile, tinta unita senza " bruciature "
né colature, praticamente perfetto, almeno visto
da qui. Però è strano, stanno lavorando in maniera
un po' troppo spedita, ormai sul lato destro sono
quasi arrivati allo orizzonte, e dovrebbero cominciare
a prendere la "misura" per tirare la linea d'
orizzonte.
La donna guarda con occhi sbarrati, si è attaccata
al mio indice destro e spero che non me lo stacchi,
perché ogni pennellata che vede stringe ancora
di più, probabilmente non troverò mai più un paio
di guanti da poter indossare senza "spuntare"
l' indice, appunto, perché se non lo stacca, sicuramente
lo avrà allungato di quattro o cinque centimetri.
Non stanno verniciando solo il cielo, come temevo
continuano anche verso il mare e i monti. La città
in lontananza sta per essere " verniciata " forse
cancellata ……. cancellata ?
Il brivido che corre lungo il mio essere si deve
essere trasmesso attraverso l ' indice tanto che
sento il brivido fluire attraverso lui e inondare
anche lei. Anche le altre squadre di imbianchini
stanno calando verso il basso, mi sembrano tanti
pirati all' abbordaggio di antichi vascelli, solo
che non usano pistole o sciabole, ma vernici,
stucco e pennelli. Non è possibile, è un incubo.
Qualcuno sembra cominci a diventare irrequieto,
ma anche guardando in alto, e non solo oramai
ne che non vedano nulla di insolito, è solo una
sensazione per i più, ancora più strano, inquietante,
qual è allora la verità è "vero" quello che vedo
io, o quello che vedo io, o quello che "non" vedono
loro ?
- Andiamo via,via da qui-
implora la "mia" donna. Ma non
so cosa fare. E ' così assurdo. Mangiafuoco, che
poi come svegliatosi si accartoccia su se stesso,
si rannicchia, si sdraia, si volta e come se dormisse
continua a bruciare. Una donna anziana vestita
di nero, con un grande velo in testa si suicida,
ingoiando un ombrello. Quasi tutti urlano e fuggono,
si urtano, si calpestano, si feriscono, ma pochi
o magari nessuno sa perché, è un caos tremendo,
l' isterismo si è impadronito della folla, che
impazza e travolge se stessa. Gli omini calati
dal cielo lavorano con una foga satanica, di questo
passo tra non molto avranno ricoperto tutto il
cielo, il mare, la terra.
Il luna park è pressoché deserto, chi ha potuto
fuggire, chissà dove poi… lo ha fatto. Restano
solo persone rantolanti, ferite sonnambuliche,
si ascoltano urla di dolore, risate dementi, qualcuno
prega, alcune giostre funzionano ancora, in un
paesaggio assurdo, irreale, seggiolini volteggiano
cigolanti tra corpi maciullati dalla folla impazzita,
alcuni sono incastrati mortalmente tra automobiline
elettriche,giradischi continuano a girare, mandando
solo toc toc del fine disco e sono colpi di maglio
per la mente che si rifiuta di credere. Ormai
l' azzurro sta per essere steso anche sul luna
park, così come ha già coperto tutto ciò che era
visibile sull' arco destro dell'orizzonte.
Comincia a cadere la vernice azzurra, e dove arriva
copre e cancella, come un colpo di spugna il gesso
sulla lavagna. Si possono vedere automobili come
divise a metà, persone senza un braccio
o la testa che corrono via impazzite, schizzate
di azzurro qua e là fino a sparire per
sempre nell' azzurro incipiente.
Corriamo anche noi, presi da un impulso irrefrenabile.
La donna è sempre saldamente ancorata al
mio dito. Le strade lì intorno sono praticamente
deserte, senza rumori né traffico, ma si
immagina che alle uscite della città ci
siano delle code inverosimili, incidenti, ingorghi
con la gente paziente, incredula sempre più
violenta e sbandata. Dove andare, che fare, che
succede in realtà ? Cosa può essere
tutto ciò, chi sono quegli omini così
strani, da dove vengono e perché lo fanno
?
- Via, via da qui, e mollami questo dito….
Via, vai via !-
Il panico, ho perso il mio Ego pilota e schizzi
di azzurro arrivano sin quasi a noi. Un manto
azzurro sta coprendo e cancellando case, strade,
auto, terra, piante, tutto … tutto…
Un auto è ferma, è uscita di strada,
ha la portiera aperta e riversa sul volante una
donna con una brutta ferita alla fronte, la tiro
fuori e la infilo sul divano posteriore. Giro
la chiave, ma il motore non parte, niente corrente
!
Apro il cofano, la batteria è andata, nell'
urto si è spaccata ! Via di corsa via da
qui. Ci sono auto ferme, ma sono chiuse, maledizione.
La "mia" donna si trascina dietro di
me, nella calca è rimasta quasi mezza nuda,
la camicetta è lacerata e tutti i bottoni
sono saltati, si intravede un bel seno prosperoso,
la giacca è senza una manica, il colletto
sarà forse servito a qualcuno così
come le tasche… i pantaloni stanno su per
combinazione, non è rimasto quasi niente,
ed è un peccato perché la carne
fuoriesce abbondante e la cellulite impazza senza
ritegno, meglio muoversi altro che storie…
Anch'io ho parecchie escoriazioni, non mi ero
reso conto, ho anche una ferita profonda sul braccio
destro, si vede l' osso e il grasso biancastro
strappato, ma non esce sangue, non fa male, il
dolore è bandito per il momento. Ecco un
auto aperta, con le chiavi al posto giusto.
Evviva parte ! - Su presto, presto - Siamo svelti
a squagliarci da li, ormai è tutto azzurro
o quasi, là attorno, la chiesa col lungo
campanile e la piazza con gli alberi e la fontana,
tutto azzurro, tutto sparito come un pannello
davanti agli occhi, un rullo compressore una bacchetta
magica. C'è la radio, che strano non averci
pensato subito, l' accendo, cerco una stazione
che trasmetta ma si ode solo il fruscio dell'
etere insolitamente vuoto.
Finalmente ricevo qualcosa, giro la manopola ma
è quella del volume, non della sintonia.
La donna comincia a sintonizzare con cura. Le
strade, quelle rimaste almeno, sono abbastanza
sgombre tranne qualche auto incidentata. Lo speaker
della radio sta leggendo un dispaccio di agenzia
.
…. La misteriosa apparizione
di un manto "verniciante" sulla nostra Terra intesa
come pianeta, continua ad avanzare. Ogni cosa
ne venga a contatto, viene immediatamente avvolta,
assorbita, impossibile stabilire cosa sia, o fare
un " prelievo ", analizzare questa melma o "vernice"
azzurra e chi siano i misteriosi omini operai.
L' umanità è in pericolo ! …
Una lunga pausa, si sente l'
ansimare dello speaker della radio, ci guardiamo
negli occhi procediamo lentamente, impossibile
stabilire un itinerario, avere una meta… La radio
gracchia un po', poi si sente ancora parlare.
Le stazioni radio che ancora si riesce a captare
danno ovunque le stesse tremende notizie, la "vernice"
azzurra avanza e divora tutto, e tutti, noi possiamo
solo sperare in Dio, resteremo al nostro posto,
almeno finchè sarà possibile trasmettere, buona
fortuna !
Il ronfo del motore ci sembra il suono più
bello, il regalo più amato e desiderato,
come tutto appare quasi un sogno un incubo, mentre
attraversiamo lentamente le ultime case della
citta', e ci spingiamo verso le campagne o chissa'
dove. Qualche auto ci sorpassa a velocita' folle
suonando il clacson disperatamente. Superiamo
qualche stazione di servizio, ma poi ci ripenso,
torno indietro e penso di riempire il serbatoio.
Entro nella grande stazione di servizio. Sembra
che non ci sia nessuno, mi affianco alla pompa
del diesel. Provo la pompa, quando esplode una
fucilata, un sibilo, un rumore di ferro schiacciato.
Un tizio esce dal chiosco con un fucile in mano
puntato su di me !
- Cosa cercavi di fare eh ?- Porco ladro ! -
Ehi calma , calma sembrava non
ci fosse nessuno, ha visto che sono passato accanto
al chiosco… Posso pagare non ci sono problemi…
- Il tipo sembra pensare, è incerto, forse ha
bisogno di avere notizie. - Senta, non ha visto
cosa succede? Tutto si colora di azzurro e sparisce
, è ovunque così… - Sbarra gli occhi, suda poi
urla. -
Non è vero, non è vero, si
…si un trucco un trucco !-
- Senta mi vende un po' di gasolio?
Cosa direbbe il principale se sapesse che non
vuole vendere la benzina eh ? - Il folle non si
decide, e qua si fa notte e col buio sono dolori,
mi sembra che abbia allentato un po' la presa
sul fucile, è molto meno diffidente ora .- Là
!! - urlo , rimane fermo come paralizzato, gli
strappo il fucile nel mentre gli rifilo una gomitata
tra i denti , tale da sentire un orrido sgretolarsi,
il tipo è a terra con le mani sulla bocca, gli
do un calcio nel culo che lo sdraia come una pelle
di leone . La donna urla qualcosa, - va al diavolo,
sbrigati a togliere il tappo e fare il pieno.
Io devo prendere qualcosa! - Nel chiosco adibito
anche a bar, cerco qualcosa da mangiare, saccheggio
il frigo, porto via quanta piu' roba da mangiare
e bere posso. Devo fare piu' viaggi. Il benzinaio
si mette tra i piedi e cerca di farmi cadere-
Ah…maledetto, ma sei scemo ? eh ! sparisci
via…- Farfuglia qualcosa e mi abbranca i
calzoni, ma porca… di tacco lo colpisco
in fronte, ma lui insiste, tenace. - Muoviti,
dai … - grida la donna.- Molla … imbecille…
molla- E' quello tira che sembra voglia spezzarmi
una gamba.
Divento una furia,una serie di colpi che nemmeno
rocky I-II-III-IV-V tutti insieme hanno mai scaricato
su un essere umano, sembra una polpetta, un incrocio
tra un hamburger e una frittata di cipolle rosse!
Raccolgo la roba che mi e' caduta , la butto in
macchina torno indietro, prendo un po' di batterie
e una torcia elettrica. E quello, gemendo come
una mozzarella avariata ( mai sentito il grido
di dolore di una mozzarella avariata? E' come
un singhiozzo al rigurgito di banana! ) si rotolava
tra i piedi. Incespico ancora.
EH NO! EH NO! Anche gli uomini in tuta blu si
sono fermati per un attimo sbalorditi, lo giuro,
li ho visti. Quando uno non vuol capire deve essere
punito! Mentre ci allontaniamo , vedo nel retrovisore
il tipo che solleva una mano, ma non e' un saluto,
credo.
- Non ti facevo cosi' violento.- Mi dice la donna,
violento io, io violento, ma va ! Stiamo salendo,
dalla nostra posizione si vede giu' e quello che
un tempo era uno splendido panorama ora e' solo
un immenso incredibile fondo uniforme di un azzurro
cosi' perfetto da sembrare un favoloso schermo
cinematografico all' aperto un esagerato DRIVE
IN .
I primi schizzi di azzurro stanno arrivando anche
sulla stazione di servizio di quel pazzoide …
La radio tace gia' da un po'. E anche noi non
diciamo niente, cosa resta da dire . Si sta facendo
buio, accendo i fari tutto intorno e' scuro, non
si vedono ne' fanali di auto ne' di case. Forse
la " vernice " ha assorbito anche le
centrali elettriche, i cavi, i tralicci…
Siamo persi, chi ci salvera' ? Andiamo avanti,
quanto tempo passa, non abbiamo orologi e poi
a che servirebbero.
Lei si addormenta la testa abbandonata che sussulta
leggera il respiro profondo, avvolta in un plaid
a quadrati rossi trovato a bordo dell' auto. Vado
avanti ancora un poco, ho la testa pesante, sono
stanco,ferito e ho paura . I fari illuminano uno
spiazzo ai bordi della strada, accosto fermo il
motore i fari accesi, scendo. L' aria e' quella
di sempre, possibile che sia tutto vero e non
uno stupido sogno? Il pulsare della ferita al
braccio mi richiama alla realta', o no ! Restare
fermo, o andare avanti e' la stessa cosa, non
rets ache affidarsi al caso. Tanto vale restare
, sono stanco, stanco. Rientro in auto.
Il seggiolino dell' autista e' rotto e non si
inclina. Mi allungo alla meglio, stendo le gambe
, poco dopo sono gia' addormentato. Quando riapro
gli occhi il sole e' appena sorto, mi sollevo
un po' dallo schienale, movimenti lenti e dolorosi,
mi stiro lentamente per non frantumarmi, appena
sollevata la testa , all' altezza del finestrino,
mi trovo ad osservare un essere strano, faccio
un salto, degno di movimenti migliori, anche la
donna si sveglia, ma non ha visto nulla. L' essere
strano e' , deve essere un contadino curioso che
si e' allontanato con velocita' con cui io sono
schizzato su'. Mi guardo intorno, l' azzurro e'
ancora lontano per fortuna, sembra che di notte
non abbiano lavorato, bene bene. La donna e' scesa
e vorrebbe trovare un posto un po' appartato per
alcune cose sue…
- Ma che ne so io, non c'e' nessuno qua intorno…
e io non guardo, promesso ! - Non si fida e si
allontana un po' non la seguo con lo sguardo,
anzi mi sforzo di vedere laggiu' dove c' era la
citta' il mare e le strade, e tutto monotonamente
azzurro, e pare che il fermento lavorativo degli
omini sia ripreso. Cominciano presto a lavorare,
accidenti a loro. Sta arrivando qualcuno, mi volto
per cercare con lo sguardo la donna, ma non la
vedo, dove si sara' cacciata? Uno e' il contadino
di prima, ma non ha l' aria molto sveglia sembra.
Si piazzano davanti a me, sono in tre il contadino
scemo e altri due uno anziano e uno sui quarant'
anni . Lo scemo mi dice - ehi , tu chi sei ? Cosa
fai qui ?-
- Sono Babbo Natale e sono qui per fare gli auguri,
capito ?- Lo scemo si volta e dice rivolgendosi
al vecchio- Pa' … dice di essere Babbo Natale
e che e' qui per fare gli auguri, che devo fare
ora pa' ? - Il vecchio alza gli occhi allarga
le braccia e dice - Figliolo caro, voltati e raccogli
quel sasso, da bravo !- lo scemo si volta si cala
e si becca un calcio nel culo strabiliante. Un
volo, un tuffo da primato ! - Scusate, straniero
ma non e' molto vispo il ragazzo, non e' cattivo,
ma scemo si. Pazienza. Ma dite che succede? Non
arriva piu' acqua ne' elettricita', la radio e'
muta anche con le batterie.
E quel… quel… quel coso azzurro cos'e'
, sapete qualcosa ? - Non so molto, solo che dove
arriva quella specie di vernice azzurra scompare
tutto e per tutto intendo proprio tutto. - C'
e' voluto per spiegare quel poco che so, ma non
credo che ci abbiano creduto un gran che' . Se
ne sono andati lentamente, guardando in fondo
alla valle dove comincia il terrificante deserto
azzurro. La donna si e' fatta viva alla fine .
- Stavo per andarmene - mento- lo avresti fatto
davvero? -certo , dove cavolo sei andata ?
Facciamo una breve colazione, con lo schermo azzurro
che avanza inesorabile.
Ci muoviamo, facciamo pochi chilometri e ci imbattiamo
in un gruppo di auto, ferme in modo disordinato
per la strada. Rallento e mi fermo a circa 150-200
metri dal gruppo di persone che si agita in modo
strano, non mi piace, alcuni uomini si staccano
dal gruppo e vengono verso di noi. Qualcuno e'
forse arrivato, mi sembra che abbiano fucili o
bastoni. Non mi va'. La donna si agita e mi guarda.
Innesto la retromarcia e piano piano indietreggio,
quando il gruppetto si accorge della manovra un
paio spiccano la corsa verso di noi, gli altri
imbracciano il fucile e sparano. Sento i proiettili
che passano abbastanza vicini, ma i due che corrono
per fortuna rendono imprecisa la mira e ben presto
siamo fuori vista. Cambiamo strada sperando di
non fare piu' incontri pericolosi. Quelli volevano
certamente la macchina, o il gasolio.
Questo e' un rischio che non avevo previsto, banditi
gente pronta a tutto pur di andarsene, scappare,
ma dove poi. Il muro azzurro avanza implacabile,
l' attivita' e' frenetica pare che il ritmo di
lavoro sia ancora piu' sostenuto, come se dovessero
rifarsi del tempo perso nella notte. Siamo giunti
in un paesino c'e' qualcuno nella piazza, gente
di paese si vede subito, facce rosse e sanguigne
pura razza contadina nobile e forte. Quando ci
vedono entrare lentamente e poi fermarci si fanno
tutti sotto a cercar conforto, notizie. Cosa dire
loro che gia' non sanno ? Una giovane donna con
due piccoli bambini ci implora di portarla via,
noi scappiamo e siamo li per andare dove, non
sappiamo, forse siamo arrivati. Il parroco praticamente
ci caccia via, nemmeno fossimo noi la causa di
questa tragedia. Ma forse in un certo senso a
ragione lui.
Andiamo via, ancora via, mentre ripartiamo si
udono urla, strilli, e nello specchietto mi pare
di vedere la donna correrci dietro e poi cadere
e disperarsi, ma non mi fermo, arrivano altri
a rialzarla a sorreggerla… La " mia
"donna non parla molto, per fortuna e' attenta
ma non ciarliera, chissa' chi e', cosa fa o meglio
faceva, sara' sposata, avra' figli? Ora lo chiedo,
ma no, non mi interessa veramente non e' il caso
di fare conversazione da salotto e poi ora che
importanza ha, forse non arriviamo a domani! Il
carburante comincia ad essere scarso e siamo vicini
alla riserva. Distributori ne abbiamo trovati
pochi, e tutti saccheggiati. Credo che siamo vicini
alla nostra meta. - Stiamo per finire il gasolio
,purtroppo - - Si, ho visto, non c'e' molto da
fare, vero ? - - Gia' credo di no !- Avanziamo
lentamente.
Il muro azzurro ci e' alle spalle, e tutto intorno
e' azzurro sembra quasi che siamo gli unici ancora
vivi, non c'e' paura nei nostri cuori ormai, solo
rassegnazione forse rabbia, rabbia sorda impotente.
Davanti a noi lontano, sta avanzando a velocita'
sostenuta un auto che affronta i tornanti con
perizia, senza sbandare, l' autista sa usare il
cambio e la frizione. Noi siamo fermi al bordo
della strada ad osservare quest' auto che fugge.
Rallenta quando ci vede, si ferma vicino. Sono
in due a bordo un giovane e una ragazza hanno
gli occhi rossi di pianto.- Di la non si puo'
andare, questa maledetta cosa azzurra ha coperto
e mangiato tutto.
E qua com'e' la situazione? - Chiede. Allargo
le braccia alzando al cielo le palme delle mani.
Le braccia ricadono giu' sui fianchi. Loro si
guardano negli occhi, tra loro passa un ' intesa
che io colgo di colpo. Sorridono tristi fanno
un cenno con la mano e ripartono di gran corsa
verso il manto azzurro ormai vicino, comincia
a cadere qualche schizzo di vernice li attorno,
la donna mi viene accanto. - Non so nemmeno chi
sei ? - dice - neanche il nome- le metto una mano
intorno alle spalle e la stringo forte.
Luciano
Cavaliere