La protesta degli artisti febbraio 1887
Noi, scrittori, pittori, scultori, architetti, amatori, appassionati della bellezza fino ad ora intatta di Parigi, veniamo a protestare con tutte le nostre forze e tutta la nostra indignazione, in nome del buon gusto francese tradito, in nome dell’arte e della storia francese minacciate, contro l’erezione, nel cuore della nostra capitale, dell’inutile e mostruosa Torre Eiffel, che la malignità pubblica, spesso improntata al buon senso e allo spirito di giustizia, ha già ribattezzato Torre di Babele.
Senza cadere nell’esaltazione dello sciovinismo, abbiamo il diritto di proclamare ad alta voce che Parigi è una città senza rivali nel mondo intero. Sulle sue strade, i suoi boulevard allargati, gli ammirevoli lungofiumi, nel bel mezzo delle sue magnifiche passeggiate, sorgono i più nobili monumenti che il genere umano abbia mai partorito.
L’anima della Francia, creatrice di capolavori, risplende in questo florilegio augusteo di pietra. L’Italia, la Germania, le Fiandre, così fiere, a giusto titolo, delle loro eredità artistiche, non possiedono nulla che sia comparabile alla nostra: da ogni angolo dell’universo, Parigi suscita curiosità e ammirazione.
Lasceremo dunque che tutto questo venga profanato?
Lettera indirizzata nel febbraio 1887 (dunque prima che la torre fosse costruita) a M. Alphand, direttore generale dei lavori dell’Esposizione dell’89. Tra le firme si leggono i nomi di Alexandre Dumas, Sully Prudhomme, Guy de Maupassant, Charles Gounod...
 La Torre in Costruzione
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