NOTA: I fatti storici narrati in questo
libro, seppur con basi documentate, sono elaborati
liberamente dall’autore, e completati dalla
fantasia. I personaggi descritti, se realmente
esistiti, possono non essere corrispondenti alla
realtà.
PROLOGO
Il libro 2° o della Costituzione, è
da molti ritenuto libro di storie troppo arcane
per poter essere preso sul serio, altri lo ritengono
un abile falso, i più lo ignorano, i pochi
che hanno avuto la fortuna di poterlo toccare
con le proprie dita, hanno parlato di vibrazioni
che toccano gli abissi profondi dello spirito,
altri raccontano di come si siano spalancati ai
loro occhi o meglio alle loro menti, scenari fantastici,
mondi mai visti ne immaginati, o persi negli abissi
della storia.
Già il modo in cui è apparso il
libro, poi chiamato della Costituzione è
una storia nella storia, affascinante e terribile.
Le prime tracce che si hanno risalgono agli anni
bui e violenti della 2° guerra mondiale, quando
l’Europa era un immenso carnaio, un luogo
di lacrime e dolore, un rogo inestinguibile.
I tedeschi erano alle prese con le sabbie ruvide
ed arse del deserto d’Africa, i cingoli
dei Panzer macinavano sabbia e sangue e coraggio
degli uomini che erano a difesa delle coste africane.
Nel febbraio 1941 la celebre Afrika Korps tedesca,
comandata dal generale Erwin Rommel, arrivò
in Africa settentrionale per dare man forte alle
armate italiane, che con la loro insensata guerra,
cercavano una qualche affermazione nella lotta
agli inglesi. Ma, è certo, che la spedizione
di Rommel aveva anche un altro scopo, oltre l’azione
militare, che consisteva nell’organizzare
e gestire una rete di spionaggio nelle retrovie
inglesi.
La missione era esplorare e trovare i manoscritti
custoditi da millenni, probabilmente nella camera
della regina, dentro la Grande Piramide di Cheope.
L’organizzazione fu affidata a due alti
ufficiali, Neumann Sylkow e Von Ravenstein.
Hitler era convinto che, quanto riferitogli potesse
essere vero, cioè che nella Grande Piramide,
in un rifugio segreto, vi erano "I libri
segreti di Toth", antichi papiri su cui erano
riportate formule e riti risalenti ad una civiltà
pre egiziana, ed approvò entusiasta l’operazione.
Toth per gli egizi era un dio, lo scriba divino,
terribile e inflessibile, colui che negli inferi
teneva il conto dei peccati dei morti e li accompagnava
nell’oltretomba. Da qui la personificazione
di Toth col dio della scrittura, della parola
e del pensiero. Ermete Trismegisto con i suoi
poteri divenne un mago temibile e pertanto assunto
come il protettore della magia, dio rivelatore
della verità e mediatore tra i mortali
e gli dei. Una così forte personalità
ebbe modo di trasformarsi nel periodo ellenico
e poi romano divenendo così il Dio Hermes,
per trovarlo ancora, in pieno Rinascimento e con
il fiorire delle scienze alchemiche come Ermete
Trismegisto, il "Tre volte saggio",
ed ebbe un grande seguito, ritenuto il patrono
di tutta la tradizione alchemica, occultista e
astrologica occidentale.
Alchimia, astrologia, esoterismo, i templari,
erano i grandi temi che da sempre ossessionavano
i nazisti e tutta la nomenclatura del tempo in
un misto di credenze e riti in cui confluivano
oltre che scienze occulte anche filosofie sufi,
gnostiche e neoplatoniche.
Ebbene, sembra che i nazisti fossero convinti
che il sapere occulto di millenni fosse racchiuso
in papiri nascosti in antiche piramidi, dietro
pareti o inaccessibili anfratti, il tutto risalente
a civiltà pre egizie, o forse sumere, o
a civiltà di cui non è facile leggerne
il passato e poterne tracciare una storia certa,
trovare delle radici da cui si possa avere una
identità, genti di cui è rimasto
un ricordo, un mito, un soffio nella storia.
Una civiltà identificata con Atlantide.
Atlantide, un nome magico che richiama alla mente
fantasie e storie che si perdono nella notte dei
tempi, leggende che hanno riempito libri e dottrine
e hanno convinto Himmler ad affrontare enormi
sacrifici per dimostrare, finalmente che la razza
ariana ha sangue dei potenti uomini di Atlantide.
Pare impossibile poter accomunare la razza Ariana
e tutta la dottrina della razza pura così
testardamente perseguita dal regime nazista con
la fantomatica e così enigmatica civiltà
di Atlantide.
Hitler ed i suoi gerarchi erano da sempre alla
ricerca dei segreti dell’alchimia, dell’esoterismo
in una ossessiva ricerca delle origini ariane
della razza tedesca, la razza pura. Questa ossessione
aveva portato, già prima della 2° guerra
mondiale alla creazione di un gruppo, gli “Ahnenerbe“
una via di mezzo tra le SS e studiosi di occultismo,
fondato ed istruiti da Heinrich Himmler, che si
macchiarono di una tremenda strage, la distruzione
del villaggio di Oradur, a pochi chilometri dal
mitico castello di Rennes Le Chateaus, appena
quattro giorni dopo lo sbarco in Normandia, assurda
e inspiegabile se non, ricollegata alla ricerca
del Santo Graal, e alle antiche stragi dei Catari.
Il gruppo si riuniva ed aveva sede nella fortezza
tedesca di Wewelsburg che si trova in Reno Westfalia.
La sua pianta e' triangolare e ricorda la punta
della lancia di Longino. Per questa sua caratteristica
fu scelta da Himmler per ospitare la scuola esoterica
delle SS, presso la quale imparavano non solo
nozioni di guerra, ma anche di esoterismo, di
storia, cultura ed etnografia germanica.
Si celebravano riti di origine sciamanica, cercavano
di fondere le divinità nordiche con divinità
celtiche, loro intendimento era di entrare in
contatto con queste divinità e assimilarne
le caratteristiche guerriere. Nella parte bassa
della Wewelsburg c' è una sala con dei
piedistalli su cui salivano le varie SS, un condotto
al centro della sala coperto da una grata lasciava
salire un fumo, probabilmente droghe allucinogene,
con l'intenzione di provocare una trance medianica.
Molte delle simbologie appartenenti al castello
e alle varie sale hanno chiari riferimenti alla
tradizione della “Tavola Rotonda”,
così come la numerologia del 12. Desiderio
e speranza di Himmler, era che i giovani tedeschi
si ritrovassero uniti e attratti da una nuova
religione che rafforzasse e mitizzasse la razza
ariana.
Già in anni giovanili Hitler era affascinato
dal mondo esoterico e magico dell’Austria
di inizio secolo, frequentava circoli esoterici
e trascorreva molto tempo nel museo di Vienna
dove era conservata la lancia di Longino, la famosa
lancia che aveva colpito il costato di Gesù
Cristo per constatarne la morte.
La lancia era stata posseduta dai più importanti
uomini della storia, ai quali aveva conferito
potenza e sapienza di valore inestimabile sia
a Carlo Magno, come anche Costantino, questi ne
avevano trasformato il possesso nel segno tangibile
del loro potere temporale, e furono molto abili
a far passare il messaggio di essere al servizio
della volontà divina, artefici designati
a completare un piano di portata universale, essere
cioè al servizio di Dio, esecutori materiali
della volontà divina. Ma in realtà
se ne servirono per i propri piani di potere terreno.
Hitler nel lontano 1909 era un giovane e scontroso
ventenne, senza un lavoro e con pochi mezzi si
trasferì a Vienna dove tentò di
iscriversi alla locale accademia d’arte,
ma la sua richiesta fu respinta, comunque per
mantenersi realizzava dei dipinti e degli acquarelli,
anche per questi motivi frequentava spesso gallerie
e musei, e fu visitando i tesori degli Asburgo
nel museo dell’Hofburg, che rimase stregato
dal potere esoterico che emanava quella preziosa
reliquia. Fu talmente colpito da quel reperto
storico che ne divenne in qualche modo schiavo.
E’ questo forse il motivo per cui, una volta
al potere, Hitler volesse l’arma del legionario
romano Gaio Cassio Longino, come simbolo e prova
del suo desiderio di costruire un nuovo Reich
millenario, il possesso di quella lancia gli avrebbe
dato il credito mediatico della sacralità.
Quando nel 1938 la Germania annesse l’Austria
all’interno dei propri domini, Hitler dette
immediate disposizioni affinché la sacra
Lancia fosse sistemata con tutti gli onori nella
sua antica dimora, la cattedrale di Norimberga,
e fosse assunta a oggetto di culto e venerata
come simbolo di unificazione nazionale, ne volle
una cura maniacale, credeva in quel simbolo e
nel suo potere.
Non passò molto tempo prima che il luogo
assurgesse a vero e proprio santuario del Nazismo,
nelle sue sale furono ammassate reliquie e tesori,
ospitando e trasformando gli oggetti in veri e
propri strumenti di culto.
Noi adesso, testimoni della storia e a conoscenza
dei fatti, sappiamo che la Lancia di Longino non
ebbe per il dittatore nazista quel potere immenso
che si aspettava. Fu forse a causa dell’uso
maligno che il regime nazista ne volle fare, il
motivo del fallimento dei suoi poteri? Forse perché
c’è chi sospetta che la lancia fosse
stata sostituita con un falso! Anche questa ipotesi
è spesso riapparsa più volte sulla
scena degli eventi e comunque è ancora
lontana una risposta che possa fugare tutti i
dubbi.
La sconfitta di Stalingrado, la più sanguinosa
battaglia che la storia ricordi, segnò
un duro colpo per il regime nazista, Hitler non
sentendosi più al sicuro ordinò
che la lancia fosse trasferita in un luogo a prova
di bomba: sotto le possenti mura dell’antica
fortezza di Norimberga, in impenetrabili segrete
conosciute solo da pochi e fedeli uomini votati
al sacrificio estremo. Dopo l'attacco definitivo
degli alleati alla Germania Nazista del 13 ottobre
del 1944, Norimberga fu rasa al suolo, si iniziarono
a diffondere voci e racconti trapelati dai servizi
segreti, circa l'esistenza di un luogo segreto
che racchiudeva favolose ricchezze accumulate
dalle milizie naziste durante razzie e genocidi
efferati.
Nell'aprile del 1945 Norimberga venne occupata,
i rapporti di intelligence indicano nel Borgomastro
della città, Willy Lebel, il solo a conoscenza
del nascondiglio della Lancia e dei tesori raccolti
da Hitler e poi trasferiti nelle profondità
inaccessibili della fortezza di Norimberga, ma
questi fu trovato suicida, o più probabilmente
fu ucciso. Secondo gli agenti che fecero rapporto
sul ritrovamento del corpo del borgomastro, troppi
elementi indicavano come la scena fosse abilmente
manipolata, per rendere credibile la morte come
suicidio. In seguito il suo appartamento fu accuratamente
ripulito, come se qualcuno cercasse di nascondere
o volesse qualcosa, il cosa e il dove e il perché
sono a tuttora un mistero.
Gli alleati, in base alle notizie che si erano
andate diffondendo circa il favoloso tesoro dei
nazisti, e basandosi su precise indicazioni ottenute
con metodi di guerra, continuarono nella ricerca
indirizzandosi proprio nel sito della fortezza
di Norimberga. Churchil primo ministro inglese
aveva posto la questione Lancia di Longino, tra
le varie operazioni di carattere riservato e urgente,
temendo che nella confusione del terribile momento
di sbando delle forze tedesche, i sacri reperti
potessero essere trafugati e dispersi.
Il 30 aprile 1945, Hitler ed Eva Braun si suicidano
nel bunker della cancelleria di Berlino, la leggenda
vuole che lo stesso giorno e forse nello stesso
momento in cui Hitler si suicidava, la Lancia
di Longino venisse recuperata dagli Americani,
agli ordini del generale Patton, un atipico militare
che fece molto parlare di se e delle sue azioni
militari. Si diffuse un aneddoto, si disse che
fosse, così raccontano i suoi fedeli attendenti,
sul punto di cedere alla tentazione di possedere
per sé, il prezioso oggetto di culto, ma
poi prevalse il buon senso, e la Lancia fu restituita
all'Austria, nazione in cui ancora oggi è
possibile ammirarla nel Wel-tliche Schatzkammer
dell'Hofburg di Vienna.
Ma qualche cosa è comunque passata di
mano, infatti è stato ritrovato in America
quasi, 60 anni dopo, e precisamente a Pasadena
in California un manoscritto di Hitler, l’originale
documento delle famigerate "Leggi di Norimberga"
del ' 35, con cui Hitler privo' gli ebrei della
nazionalità tedesca e vietò loro
i matrimoni misti, leggi antesignane dell' Olocausto,
documento storico già dato per disperso,
che era custodito a Norimberga o meglio nella
cassaforte del vicino municipio di Eichstaett
scassinata dai soldati del generale Patton. Riapparso
non senza un ulteriore serie di domande, che rimettono
continuamente in forse tutte le “convinzioni”
e certezze storiche di cui siamo a conoscenza.
Il generale Patton cosa altro trafugò ?
Facciamo un passo indietro.
Ho raccolto una storia, una di quelle storie che
fanno impazzire gli storici, che hanno il sapore
del mistero, del demonio, che fanno della storia
una cosa viva, fatti che gli storici non hanno
saputo o non vogliono finora spiegare.
1945: Presa di Berlino.
Ormai Berlino è in mano all’armata
rossa, i soldati russi rovistano tra le macerie
di quella che era una delle città più
belle d’Europa. In un quartiere periferico
della città, vengono rinvenuti dei cadaveri
vestiti con l’uniforme nazista, che però
non sembrano essere tedeschi. Sono infatti giovani
tibetani. Basterà una rapida indagine per
concludere che lo squadrone si è suicidato
in massa. Uno scenario simile è un evidente
strappo alla razionalità.
Una squadra di giovani tibetani, suicida, nel
cuore di Berlino, è un'aberrazione storica
che nessuno aveva potuto decifrare correttamente
sino a quando, Jacques Bergier e Louis Pauwels,
uno discepolo di Gurdjieff e l’altro uno
scienziato, pubblicano nel 1963, “il mattino
dei maghi” una raccolta di articoli della
rivista - Planète – popolare in Francia
negli anni Cinquanta, di cui Bergier era il direttore.
Da quelle osservazioni, dai tanti fatti citati
emergono numerose interpretazioni che sollevano
una moltitudine di scenari che hanno dato vita
tra l’altro, anche alle avventure di Indiana
Jones.
In molti hanno cercato di dare spiegazioni logiche
a quel ritrovamento indubbiamente sconcertante,
e qui ritorna in evidenza il ruolo di Himmler.
Questi era rimasto molto colpito dalla Teoria
dell’universo di ghiaccio di Hörbiger.
La cosmogonia glaciale di Hörbiger era stata
pubblicata nel 1913 da Philip Fauth. Tralasciando
gli immani cataclismi cosmici figurati da Hörbiger
nel suo lunghissimo saggio, dove da le risposte
a tutte le catastrofi cosmiche dal giorno della
creazione.
Disastri avvenuti per lo scontro tra un corpo
celeste dotato di grandissima massa e incandescente
con un pianeta dalle dimensioni enormi formato
da ghiaccio. Dall’esplosione dei due corpi
celesti si formano nuove galassie, nuovi mondi
e nuove lune. Sono interessanti le sue indicazioni
su fatti recenti, sempre di cosmologia, che risolvono
le questioni celesti e il succedersi delle ere
sulla terra, c’è la risposta alla
nascita di forme di vita enormi, alla scomparse
delle stesse, alla creazione di nuovi equilibri,
si possono in estrema sintesi riassumere in:
“ … gli uomini appaiono solo nella
seconda fase geologica; quindici milioni di anni
fa una civiltà di superuomini dalle sembianze
non convenzionalmente umane, ma dotati di enorme
energia psichica, è padrona della terra,
ma viene distrutta dalla caduta della seconda
luna…
… i superstiti si adattano a vivere alla
luce della terza luna, più piccola e lontana.
I nostri avi, più piccoli e meno dotati,
hanno il predominio si diffondono, si evolvono
sino a edificare la civiltà mondiale di
Atlantide, guidati dai re superstiti della seconda
era. Questi conoscendo le antiche leggi cosmiche
sanno che quella civiltà sarà destinata
a chiudere il suo ciclo, sono consapevoli e impotenti
contro il destino che li vuole soccombenti alla
terza luna, il che purtroppo avviene centocinquantamila
anni fa.
L'umanità tornerà ad uno livello
animale.
Nascono razze diverse in un mondo senza luce,
oscurato da polveri e bagliori celesti.
Per centocinquantamila anni le nuove razze si
evolvono e si sviluppano avvicinandosi alle zone
del pianeta che si trovano vicino al polo artico,
dove fondano una nuova Atlantide nel lontano ricordo
dell’antica e potente antenata. L’evoluzione
dei nuovi padroni della terra si protrae sino
a che, dodicimila anni fa, si forma la quarta
luna.
Questa nuova luna genera attrazioni magnetiche
di natura così elevata da determinare nuovi
cataclismi, si genera un altro impasto, si creano
nuovi miti, restano solo le tracce flebili nei
ricordi di vecchi saggi che affidarono al vento
i loro ricordi, tramandati come miti della genesi
e del diluvio.
I potenti e indiscussi padroni della terra e la
loro civiltà, scompaiono, ma in alcuni
luoghi, dalla Cina all'Egitto, lentamente si ricostruiscono
civiltà, i ricordi di quelli che furono
i loro avi si ritrovano nei manoscritti nelle
opere rimaste, nei pochi ma indelebili ricordi
di quelli che saranno i grandi saggi, gli dei
terreni, custodi di sapienze antiche, embrioni
di nuove strutture sociali.
Ma questi nuovi uomini sono dei piccoli uomini,
dimentichi di quello che erano stati.
Hanno dimenticato le grandezze dei loro avi,
le loro origini, il rapporto tra l'uomo e gli
eventi cosmici, le conoscenze a cui attingevano
i loro grandi padri, ai quali si può risalire
soltanto conoscendo le grandi leggi dell'universo,
che hanno dimenticato o forse non sono più
in grado di capire, di decifrare, ma che certamente
non sono quelle enunciate da Newton e da Einstein.
La scoperta a opera di Horbiger dei meccanismi
celesti, della fenomenologia cosmica, segna la
fine di un'epoca e l’inizio di una nuova
fase.
Alla luce di queste ritrovate conoscenze, Himmler
si era personalmente convinto che la razza "ariana"
si era evoluta in maniera autonoma dalle altre
razze, considerate inferiori, e contraddicendo
le teorie di Darwin e la sua evoluzione della
specie.
Gli ariani secondo la sua convinzione, avvalorata
da molti studiosi, iniziati alla conoscenza e
che avevano avuto accesso ad antichi testi, osservato
le iscrizioni dei geroglifici, scoperto il significato
più recondito delle piramidi, anche per
merito di Schwaller De Lubicz, si erano fortemente
convinti che gli ariani derivavano da un popolo
semi-divino i Tuatha De Danaan disceso dal cielo
e stabilitosi in Atlantide.
Prima della distruzione finale, gli Atlantidi
ariani migrarono in varie parti del Mondo e avevano
ricreato un grande Impero nell'Asia Centrale area
Tibet - Deserto del Gobi.
Himmler decise che avrebbe avuto bisogno di altri
elementi per avvalorare queste teorie, anche per
tacitare le voci dissidenti e denigratorie delle
ricerche portate avanti in quegli anni.
Decise che il nocciolo delle ricerche fosse in
Tibet e così organizzò una spedizione,
questa volta tutta tedesca, e gestita dell'organizzazione
Ahnenerbe, per ricercare le prove, le tracce della
migrazione degli ariani primigeni, quelli che
erano stati i loro antenati, che sotto gli sconvolgimenti
del diluvio si erano dispersi in varie parti del
mondo in Asia, specie in Tibet, per depositarvi
le loro conoscenze e far rinascere una nuova comunità
mondiale, e non ultimo anche per rendergli un
omaggio spirituale.
Fu approntata una missione naturalista, così
per dare credito alla missione e farla passare
agli occhi attenti della stampa estera come una
normale esplorazione, fu nominato tra i componenti
della spedizione, il noto naturalista Schäfer,
che aveva già partecipato a due precedenti
spedizioni nel ‘31-‘32 e la seguente
del ‘34-‘36 capeggiate dall’esploratore
americano Brooke Dolan, membro inviato dell’accademia
delle scienze naturali di Philadelfia. Schäfer
accettò l’incarico di capo spedizione,
anche se non completamente convinto dalle teorie
di Hörbiger.
Risale a quel periodo un contatto più profondo
con i tibetani e il Dalai Lama. L’attuale
Dalai Lama a quel tempo aveva 3 anni e da poco
riconosciuto come futuro Dalai Lama e iniziato
alle pratiche religiose e gnostiche.
E’ probabile che i morti suicidi a Berlino
fossero monaci tibetani in missione presso il
Fuhrer in un’ ottica di scambi culturali
o forse di una vicinanza non ideologica in senso
stretto, ma di discendenza e appartenenza ad un
grande popolo.
Il mito di Atlantide, è sempre ricordato
e accomunato ai grandi eventi geologici, a inondazioni
e sconvolgimenti epocali.
Il mito del diluvio universale così radicato
in tante culture e religioni ha forse dei fondamenti
che nella distruzione di Atlantide trova la sua
naturale conclusione.
Le ipotesi e le teorie di Himmler possono apparire
completamente sballate, frutto di una mente disturbata,
ma non sappiamo però a cosa attingesse
con certezza Himmler, per voler così fortemente
dar credito a quelle leggende a quelle storie,
non è escluso che avesse avuto accesso
a documenti, a scritti, a oggetti e conoscenze.
Ha probabilmente incontrato personaggi talmente
credibili da aver rafforzato in lui la certezza
che Atlantide fosse nel destino della grande Germania.
E se vogliamo, possiamo tirare in ballo anche
un premio nobel per la fisica per il 1968, Luis
Alvarez che dimostrò come esistano ancora
tracce di un colossale impatto di un asteroide
(forse una delle lune di Hörbige?) che superò
lo spazio tra la luna e la terra in poco meno
di 3 ore, attraversò l’atmosfera
terrestre in meno di un secondo, sprigionando
all’impatto un’esplosione pari l’effetto
di cento milioni di bombe all’idrogeno,
provocando uno tsunami di oltre un chilometro
di altezza, pensate che quello del Natale 2004
fu di 10 metri. Il risultato fu terrificante,
inimmaginabile, il sole fu oscurato dai detriti
sollevati dall’impatto, per anni e anni,
la temperatura a causa dell’effetto serra
conseguente, impazzì, perciò le
piante e quindi gli erbivori morirono e ¾
delle specie viventi si estinsero, compresi i
grandi dinosauri.
Le tracce sono ancora evidenti seppur ormai non
così visibili, nello Yucatan a Chicxulub
vi è un cratere di 200 km. di diametro
e profondo 15 km. Sono le prove scoperte dal fisico
Luis Alvarez, che misurando e studiando le concentrazioni
di iridio, e granelli di quarzo da shock e altre
particolarità gli hanno poi consentito
di dare una risposta credibile all’annoso
quesito sulla scomparsa dei dinosauri, e questo
nel 1970 !
Ma la storia si sa, non è un libro pieno
di certezze, tutt’altro! Recentemente sono
state fatte altre, importanti scoperte.
Infatti si pensava che il territorio tibetano
fosse stato abitato solo a partire dal periodo
Neolitico, presumibilmente circa 5000 anni fa,
ma la scoperta di antiche impronte di mani e piedi,
di origine umana in un sito archeologico a 90
km. dalla capitale Lhasa, fanno arretrare a circa
20.000 anni fa il fiorire di una antica civiltà.
Ciò da corpo ad una antica leggenda tibetana
che celebra l’arrivo di una civiltà,
antenata del culto del dio Bon, proveniente dal
Nord, dall’ impenetrabile regno di Olmolungring.
E ancora, è recente 1978 e poi 1980 la
scoperta di centinaia di mummie umane nel deserto
di Taklamakan al confine con la Cina, mummie dalle
caratteristiche insolite. Infatti le caratteristiche
delle mummie sono peculiari di popolazioni nord
europee, in quanto possedevano occhi azzurri,
capelli biondi o rossicci, con una altezza media
di 1,80 cm. e una mummia alta oltre 2 metri.
Queste mummie sono state datate a oltre 4000
anni fa, perfettamente conservate dal caldo torrido
del deserto che ne ha permesso uno studio accurato,
si veda la “ bella di Loulan “.
Ora tutto ciò è significativo e
illustra chiaramente quale fosse l’ambiente
che ruotava intorno alle figure più eminenti
e grigie del panorama nazista. La razza ariana,
questa ossessione, la sua purezza ricercata nei
siti più remoti e improbabili, le enormi
risorse economiche ed umane sacrificate sull’altare
di questa follia, a tutto ciò si univa
e si confondeva in un misto di sacro e profano
la religione cattolica con la “obbligata”
evidenza che Cristo fosse di pura razza ariana
e dagli ebrei ucciso, e le S.S. le terribili milizie
al servizio della nazione, i nuovi cavalieri templari
eredi e difensori della sacra razza ariana.
1
E’ così che arriviamo al Cairo e
ci troviamo sotto un sole infuocato, tra una puzza
indicibile, mosche e polvere e un continuo rumore
di genti e di mercato, ad un tratto urla e scoppi
di collera violenta, qualcuno si strattona e minaccia,
nell’aria luccicano armi di acciaio, c’è
chi grida chi si allontana svelto o corre via.
Si sentono passi di corsa che si avvicinano altri
che si fanno lontani, e la folla si stringe si
allarga come un’onda e poi si odono ordini
a voce alta e qualcuno è spinto in malo
modo da quelli che sono forse poliziotti, o tagliagole.
Dal fondo del mercato si odono nervosi colpi
di clacson, una automobile nera cerca spazio in
quell’ inferno di polvere e caos. L’auto
riesce a passare con fatica, la gente con indolenza
si sposta, qualcuno si lascia toccare dal metallo
liscio della carrozzeria arroventata dal sole.
Infine passa, con l’autista che impreca
e suona a martello tra gli insulti e sguardi curiosi.
Non molto lontano dal mercato, ad appena qualche
centinaio di metri, l’auto si ferma, tra
una nuvola di polvere e onde di calore, il motore
viene spento e nell’aria resta il rumore
di parti meccaniche che ritrovano un proprio equilibrio.
Passa qualche minuto e lo sportello si apre, una
scarpa lucida e nera sporge e si posa sulla strada
polverosa. L‘uomo si guarda rapido intorno
e si infila in uno squallido negozio.
“ E' molto che sto aspettando signore, non
sapevo più cosa pensare …, “.
“ Taci, hai quello che hai promesso?”.
“ Certo è qui e... non è stato
facile averlo e …”.
“ Lascia perdere e fammi vedere cosa è
che hai ! ”
L'uomo, basso tarchiato, con una barba bianca
e appuntita, sparì dietro una tenda rossa,
pesante e sudicia. Si udirono alcuni rumori nel
retrobottega, mentre il personaggio uscito dall'auto
si guardava intorno nervosamente. La tenda si
mosse e il grosso egiziano riapparve con in mano
una grossa scatola, intagliata e dall'aspetto
antico e prezioso. Con cautela l'appoggiò
sul bancone del negozio.
“ Ecco è questa, è qui dentro,
e ne ho quasi paura! ”.
L'uomo dell'auto, alto e magro, nervoso ed elegante,
si bloccò come impietrito aveva, finalmente
davanti a se quello che per lunghi anni era stato
invano cercato.
L’ uomo elegante si avvicinò al bancone
e stese le mani verso la preziosa scatola, ed
ebbe come un sussulto, sentì le sue mani
come vibrare, un formicolio si diffuse dalle dita
sino alle spalle. Ma si riscosse da quello che
gli sembrò un brivido di freddo!
Con fare delicato prese il grosso laccio di pelle
che cingeva il cofanetto e lo aprì. Il
coperchio sembrava ben sigillato, ma con un piccolo
sforzo lo sollevò. Era di un legno vecchio,
screpolato con gli smalti ormai scoloriti, però
le pietre che vi erano incastonate erano salde
nelle loro sedi, e anche le verghe di metallo
che decoravano il tutto sembravano in ottime condizioni.
Dentro vi era il libro, uno di quei preziosi
libri che per anni e anni erano stati cercati,
che erano costati sacrifici e sangue e tanto anche.
Ma ora era lì, con i suoi segreti con il
suo potere che aspettava di essere controllato.
“ Signore ” - disse il grosso e sudato
egizio.
“ Il libro è questo e adesso vorrei
quanto è stato pattuito! ”.
“ Molto bene, molto bene, Faruk, avrai quello
che ti spetta, non temere, ma voglio prima vedere
il libro! ”.
Il commerciante cominciò a sudare, ancora
più di prima, ed ebbe la brutta sensazione
che la cosa non sarebbe andata a finire bene.
Una parte dei soldi e tanti anche, li aveva già
presi e ora mancava il resto, ma poi si disse
che era solo molto agitato e a ragione anche,
sapeva che intorno a quei reperti giravano tante
storie, di maledizioni e morte, e anche lo spettro
della galera o peggio era molto reale per chi
veniva colto a trafficare con gli antichi tesori
della sua terra.
Aveva qualche conoscenza nei posti giusti e con
un po’ di merci avuta qua e la dagli inglesi
e anche dai tedeschi riusciva a fare dei buoni
affari e teneva tranquilli i mastini!
“ E’ lui ! “ disse l’uomo
vestito di nero.
“ E’ il libro non ci sono dubbi !
“.
Ansimò in estasi.
“ Certo signore è come avevo detto…,
ne avevo avuto la conferma dal mio fornitore,
eh … eh lui sapeva benissimo da dove veniva
! “.
“ Bene Faruk, bene ! ”.
Faruk sapeva che quell’uomo ben vestito
era un tedesco, un ufficiale nazista. Lo aveva
fatto seguire da un suo uomo e ora conosceva molte
cose su quell’uomo, specie che era molto
pericoloso. Mentre il tedesco rimetteva a posto
il libro nel cofanetto e lo richiudeva con cura,
Faruk con fare svelto ma tranquillo mise mano
ad una pistola che teneva sempre a portata di
mano sotto al banco, ma ben nascosta al nazista.
“ Bravo Faruk, adesso non resta che saldare
il conto ! ”.
Lentamente infilò la mano sotto la giacchetta
e ne estrasse un grosso rotolo di banconote che
lasciò sul banco.
“ Ecco qua, non resta che contarli e siamo
a posto, resta inteso che nessuno “ e lo
disse alzando l’indice sotto al mento di
Faruk “ e dico NESSUNO dovrà sapere
di questa storia! “.
“ Certo signore è nel nostro reciproco
interesse che tutto resti tra noi ! “
Gli occhi di Faruk erano come magnetizzati da
quei soldi sopra al banco, ma non osava contarli
e perdere il contatto con la sua pistola.
“ Bene signore e così siamo a posto
non resta che dirci addio o ai prossimi affari
! “.
Il tedesco lo guardò fisso negli occhi,
prese il suo prezioso fardello e senza una parola
usci dal negozio. Faruk tirò un sospiro
di sollievo, afferrò il rotolo di banconote
giusto in tempo per vedere la sagoma nera del
tedesco che con la mano armata gli sparava contro.
Attraversare la città non fu molto difficile
solo maledettamente lento, non c’ era nessuno
che rispettasse un minimo di regole tra asini
e carretti e genti che si trascinano penosamente
da un posto ad un altro con apparente casualità,
è sempre difficile trovare la giusta andatura
per arrivare con meno bile nello stomaco.
Le due sentinelle ai lati del cancello non fecero
alcun gesto ostile, solo uno sguardo al guidatore
e forse all’uomo seduto dietro, e riconosciuti
entrambi, si spostarono leggermente per lasciar
passare l’auto. L’uomo seduto sui
sedili posteriori si disse che avrebbe dovuto
richiamare i due di guardia, ad una più
attenta sorveglianza, non era molto tranquillizzante
constatare con quanta facilità avessero
lasciato passare la sua auto, ma forse erano italiane
le sentinelle, e ciò spiegava tutto.
L’uomo scese dalla macchina con il suo
prezioso cofanetto, si guardò intorno mentre
l’auto ripartiva, inspirò a pieni
polmoni, l’aria per quanto polverosa e insana,
non gli era mai sembrata migliore. Si diresse
al piano superiore tra soldati e civili, sembrò
che tutti lo conoscessero, ma nessuno fece alcun
cenno di saluto, con una smorfia repressa tra
i denti raggiunse l’ufficio con una grossa
targa esterna e un nome inciso a lettere d’oro.
Bussò, in un attimo fu dentro.
“ Ho quello per cui siamo qui signore “.
“ Bene era l’ora ! “.
“ Cosa mi puoi dire, possiamo fidarci del
tuo fornitore? Non è la prima volta che
ci portiamo a casa dei falsi ! “.
“ E’ vero generale, ma questa volta
sono certo che siamo in possesso dell’originale,
quando ho aperto il cofanetto ho avvertito come
un brivido nelle vene, una sensazione di stordimento
che mai prima era avvenuto “.
“ Spero che non ci siano impedimenti di
nessun genere ...e ...il suo contatto ? “.
“Tutto a posto non ci darà preoccupazioni,
starà facendo affari con Seth!”.
“ Non scherzare, sai che certe cose hanno
un peso… e mi disturbano “.
“ Mi scusi generale è la forte carica
che mi sento nelle vene, che mi rende euforico
“.
“ Spero che anche il nostro esperto sia
in gran forma, questa volta non dobbiamo fare
sbagli non ci verrebbero perdonati… e poi
sarebbe seccante farsi prendere ancora in giro
da questi straccioni! “.
“ E’ vero ma non stanno contando i
nostri soldi adesso “. Disse con un sorriso
beffardo .
“ Basta, lo sai che non è questione
di soldi… è qualcosa di molto più
prezioso quello di cui parlo “.
Un soldato si presentò alla porta e porse
un dispaccio al generale che quasi glielo strappò
dalle mani, tanta era l’ansia di ricevere
notizie. Dette una veloce lettura al messaggio.
“ Bene “ disse rivolgendosi al suo
attendente “ ci siamo, è arrivato
il professore che aspettavamo da Berlino, tutto
come nei piani ! “
Pochi minuti e alla porta si avvicinò un
uomo non più giovane ma che si poteva sicuramente
credere uno studioso, scortato da un soldato alto
e impettito che faceva sembrare il professore
ancora più goffo e vecchio. “ Ben
arrivato professor Holz vi attendevamo , ma non
immagina il tempismo con la quale lei è
qui! “.
Il professor Holz si guardò in torno un
po’ smarrito.
“ Sono partito 2 giorni fa e mi creda generale,
non è stato un viaggio di piacere, siamo
stati attaccati da caccia della R.A.F. e solo
per puro caso siamo riusciti a passare, quando
sembrava che ormai fossimo spacciati i caccia
nemici sono stati dirottati verso obiettivi sicuramente
più ghiotti per le loro fauci ...dannati
... sono sempre più impudenti… “.
“ Ma ora è qui e il suo scopo, il
nostro scopo è rendere la Germania più
forte anzi invincibile! Mettiamoci al lavoro !
“.
Il cofanetto fu avvicinato al professore che sembrava
in uno stato di estasi mistica, con gli occhi
seguiva i movimenti dell’attendente mentre
apriva il prezioso reperto sollevando il coperchio.
Il professore non resse oltre e sportosi verso
il cofanetto, disse : “ Io, io apro “.
E senza che i due potessero reagire a quel moto
lesto e impetuoso tirò a se il cofanetto
e estrasse il libro . Lo guardò con reverenza,
in silenzio, con un leggero fremito delle labbra,
anche il generale ed il suo braccio destro stettero
immobili a guardare, come se in quei momenti si
rendessero conto che qualcosa di grande sarebbe
accaduto, che la storia avrebbe potuto avere un
corso diverso.
Il professore cominciò ad esaminare il
libro, sfogliava le pagine con una lentezza e
una delicatezza inusitata, erano segni e simboli
che ai più non avrebbero significato assolutamente
nulla, come al generale!
Il professor Holz cominciò a prendere appunti
e controllava spesso dei vecchi libri che aveva
portato con se, i due uomini nella stanza si sentirono
come dei pesci fuor d'acqua, non osavano parlare
tra se e nemmeno avvicinarsi al professore, dopo
che erano stati quasi morsi, quando gli avevano
fatto una domanda, evidentemente stupida!
“ Ho bisogno di tempo e di un posto tranquillo
“ disse il professore dopo ore di incessante
studio.
“ Certo professor Holz credo che nel mio
studio privato starà benissimo “
disse il generale con un certo senso di liberazione.
“ Farò in modo che vi servano tutto
ciò di cui potete aver bisogno, anzi non
dovete fare altro che chiedere “.
Il generale chiamò un soldato, gli affidò
il professore e ordinò che restasse ai
suoi ordini.
Restato solo con il suo attendente il generale
tirò un sospiro di sollievo e finalmente
potè concedersi un sigaro.
“ Quanto ci sarà da aspettare per
sapere qualcosa? “.
Era una domanda fatta a se stesso ma era l’unica
cosa che potesse fare adesso.
1 Maggio 1941. Africa settentrionale.
Infuriano i combattimenti delle truppe italo-tedesche
nel perimetro occidentale delle difese di Tobruk:
per ampliare il varco, Rommel invia continuamente
in prima linea truppe fresche, ma ciò nonostante
non riesce a compiere progressi apprezzabili.
2 maggio 1941. Africa settentrionale.
Situazione immutata a Tobruk: gli inglesi riescono
a bloccare i reiterati tentativi degli attaccanti
di ampliare la posizione creata nel settore occidentale
del perimetro difensivo.
Il generale era visibilmente impaziente, le notizie
dal fronte non erano delle migliori, quei fottuti
di italiani le stavano prendendo da quegli straccioni
etiopi e quel muso lesso di Hailé Selassié
, ma sono le voci dell’ agenzia segreta
che teme di più, sembra che Churchill stia
preparando l’invio di forze notevoli in
Egitto e questo non è per niente un buon
segno! E quel ciccione di professore che non si
vede ! Si guardò intorno e non sopportando
più il silenzio del professore chiamò
il suo assistente.
“ Birgen, dove sei ? “.
Urlò stizzito era evidente che anche da
Berlino erano impazienti di conoscere i segreti
del libro !
Birgen apparve sulla porta con un leggero filo
di sudore sulla fronte, come di chi abbia fatto
uno sforzo recente.
“ Agli ordini generale “.
Restò sull’attenti in maniera insolita,
per lui come se dovesse scontare una punizione
o se si sentisse in colpa .
“ Ascoltami bene… va di là
… voglio sapere qualcosa e non qualcosa
di vago! ma qualcosa di concreto voglio fatti
e non… “.
Come se ci fosse stato un accordo, i due si voltarono
di scatto, stupiti nel vedere il loro professore
apparire sudato, ma col viso ridente e un po’
di fiato corto. Stringeva un pacco di fogli e
pareva soddisfatto del lavoro fatto.
“ Ho qui qualcosa che sono riuscito a decifrare
del vostro papiro, non è stato facile credetemi,
ma fortuna il supporto è di buona qualità
e tutto è in ottime condizioni, lo scriba
che ha avuto il compito di trascrivere era forse
un gran sacerdote perché non ci sono molti
errori, comunque non ho certo finito.. ma sono
certo che siete in ansia di sapere qualcosa! E
forse non solo voi “.
“ Potete giurarci, herr Holz, potete giurarci!
“
“ Ma è un libro strano generale,
devo essere sincero, non so se è quello
che state cercando … perché …”.
“ Cosa ? “ urlò il generale
mentre Birgen saltava dalla sedia.
“ Che state dicendo ? “ fremette il
generale, paonazzo e tremante di rabbia.
“ Quel poco che ho tradotto sino ad ora
è, si un libro di arti magiche…,
ma non è come si può immaginare
un formulario o un prontuario per riti iniziatici
… “.
“ Basta così maledizione, cominciate
a leggere questo dannato libro ! “.
“ Bene ma non si adiri, non sono io che
ho scritto il tutto, ho solo tradotto, “
.
Piagnucolò il professore.
“ E poi ripeto, ho solo tradotto una parte
e forse poi… “.
Il generale stava per esplodere di ira, ma il
professore prese subito posizione con i suoi fogli
e iniziò a ordinare i suoi appunti.
“ Ecco ..vediamo.. si ecco.. tralascio alcune
cose che non ho ben chiaro però..humm…
“.
Presumo che si tratti di una storia che riguarda
Hook Noor figlio del gran sacerdote e sciamano
di un non meglio identificato visir Quasim, dovrò
documentarmi a fondo per capire chi fosse questo
Quasim e da che epoca spunta fuori, Hook Noor
doveva avere un’età per cui non era
più un bambino e non ancora un uomo ma
stiamo parlando di un ‘epoca che non è
facile identificare per cui certi valori sono
poco significativi per il nostro giudizio, comunque
forse aveva 16 o 17 anni quando si presentò
a suo padre chiedendogli di andare a combattere
per il suo re. Il gran sacerdote si rifiutò
e minacciò suo figlio di togliersi dalla
testa simili idee, in quanto il suo destino era
quello di apprendere i grandi segreti della sua
famiglia seguire le orme dei suoi antenati, maneggiare
le forze del cielo e della terra! .
“ Ma padre mio, il mio braccio è
forte e grandi sono le imprese che posso compiere,
e ciò che mi avete già insegnato
mi renderanno ancora più forte e audace
per la vostra gloria e quella del nostro signore
“.
“ Non è il tuo destino andare armato
di lancia e frecce a testa bassa contro nemici
e belve, a spargere sangue, ma otterrai maggior
gloria e successi per te e il tuo re a star qui
e imparare i misteri dell’alchimia e dei
riti. E ora basta rientra nelle tue stanze e non
voglio più sentire di queste idiozie. Domani
riprendiamo lo studio “.
Il giovane Hook Noor sapeva che niente avrebbe
convinto suo padre gran sacerdote, a cambiare
idea e quindi rientrò mestamente nella
sua stanza, appena entrato si accorse che una
sentinella era stata mandata a guardia della sua
porta.
” E’ proprio un grande mago ”
pensò divertito il ragazzo.
E fu allora che decise di prendere le proprie
cose e scappare verso l’accampamento del
suo sovrano che era in guerra contro nemici valorosi.
Il re, lui si che avrebbe capito il suo bisogno
di combattere, che il suo cuore ardeva per la
voglia di impugnare le armi, che il suo braccio
era vigoroso e forte e sarebbe stato un valoroso
soldato del re. Era certo che il sovrano lo avrebbe
preso sotto la sua protezione, lo conosceva bene,
tante volte era stato alle cacce con lui e sempre
si era fatto apprezzare per il suo temperamento
da lottatore. Radunò le sue poche cose
e aspettò che calasse la notte.
Era ormai notte fonda i rumori della fortezza
si erano placati, solo pochi passi risuonavano
ancora per le sale, erano le guardie di ronda
e fuori si sentivano solo ordini e ovattate risposte.
Non poteva passare dalla porta senza che la sentinella
se ne accorgesse, ma non era certo un problema,
già altre volte era stato messo in castigo
e sempre si era liberato da solo.
Andò al suo nascondiglio segreto e tra
mille cose e mille segreti estrasse una corda,
cominciava ad essere un po’ troppo logora,
ma certo ancora buona pensò, mentre richiudeva
il nascondiglio ricavato dietro la piccola libreria.
Guardò giù dalla finestra, tutto
era silenzio, non sarebbero stati quei 15 metri
a fermare il suo spirito e il coraggio che gli
scorreva nelle vene. Legò un capo della
corda alla gamba del suo letto, che grosso e pesante
come era lo avrebbe tenuto senza problemi.
Fece un grosso nodo, calò la corda dalla
finestra, si caricò le sue cose sulla schiena
e dando un ultimo sguardo alla stanza cominciò
a calarsi. Mentre scendeva immaginò che
sarebbe tornato come un grande guerriero e nessuno
gli avrebbe più impedito di fare quello
che voleva, ma gli avrebbero fatto grandi onori
e feste.
Si era calato non più di 3 o 4 metri,
con i pensieri di gloria che ancora gli turbinavano
nella testa, quando un rumore sordo e sinistro
lo richiamò alla realtà.
Fece appena in tempo a girare la testa verso l’alto
e vedere che la corda si sfilacciava e spezzava
con uno schiocco secco. Forse non fece nemmeno
in tempo a mandare un urlo, o forse si, comunque
nessuno si accorse di niente. Il tonfo sordo e
pesante rimase inascoltato in tutto il castello
e i suoi abitanti.
“ Ah.. finalmente ! guarda guarda…
si riprende il signorino! “ disse il piccolo
uomo che al chiarore di una lampada tremolante
si muoveva in modo goffo per la stanza.
“ Ghoyjh.. hohkop.” riuscì
a dire Hook Noor.
“ Che diavolo stai dicendo? piccolo inetto!
“
“ kloykl…yykyosz... io ... coossaagg
“.
“ E’ meglio che ti calmi un po’..
piccoletto! Non capisco un niente !
E forse è meglio..! “.
Nella stanza non c’era una buona aria, l’odore
era di umido, di terra e un silenzio strano rendeva
l’ambiente spettrale, Hook Noor si guardava
intorno e non riconosceva nulla, niente di familiare
ne cose ne odori e tanto meno quel nano che si
agitava nervoso e arruffato.
“ Coosa èèè succceszsoo
! Chii zzeeii tguuu? “.
Hook Noor si rendeva conto di non riuscire a
parlare bene ma per quanto si sforzasse era come
se avesse una rana in bocca che parlasse per lui.
“ Te lo spiego io cosa è successo…
piccolo uomo… “.
“ Stavo beatamente dormendo, perché
ero veramente stanco, oggi ho lavorato molto,
perché devi sapere.. ma uffa.. ora non
c’entra niente... insomma IO stavo dormendo
quando sento la fine del mondo ! Un tonfo!! E
che tonfo! Quasi mi sfondi il tetto e chissà,
forse lo hai fatto. Sento questa botta, quasi
sulla testa e poi più niente …ascolto
con l’orecchio teso e … niente. Beh
sicuro non avevo sognato, allora decido di guardare
fuori. Ma … shh… attenzione perché
farsi vedere in giro è pericoloso …
molto pericoloso … Esco dall’uscita
di sicurezza e … che ti vedo? Un fagotto
stropicciato di essere umano! “.
Chiunque fosse interessato a lasciare un commento,
un consiglio o maledizione può contattare Luciano
Cavaliere
E mail:
Grazie per l’interesse dimostrato.
Luciano
Cavaliere