HIERONIMO’S HIROES
La leggenda

disegno di Luciano Cavaliere

 


NOTA: I fatti storici narrati in questo libro, seppur con basi documentate, sono elaborati liberamente dall’autore, e completati dalla fantasia. I personaggi descritti, se realmente esistiti, possono non essere corrispondenti alla realtà.


PROLOGO


Il libro 2° o della Costituzione, è da molti ritenuto libro di storie troppo arcane per poter essere preso sul serio, altri lo ritengono un abile falso, i più lo ignorano, i pochi che hanno avuto la fortuna di poterlo toccare con le proprie dita, hanno parlato di vibrazioni che toccano gli abissi profondi dello spirito, altri raccontano di come si siano spalancati ai loro occhi o meglio alle loro menti, scenari fantastici, mondi mai visti ne immaginati, o persi negli abissi della storia.
Già il modo in cui è apparso il libro, poi chiamato della Costituzione è una storia nella storia, affascinante e terribile.
Le prime tracce che si hanno risalgono agli anni bui e violenti della 2° guerra mondiale, quando l’Europa era un immenso carnaio, un luogo di lacrime e dolore, un rogo inestinguibile.

I tedeschi erano alle prese con le sabbie ruvide ed arse del deserto d’Africa, i cingoli dei Panzer macinavano sabbia e sangue e coraggio degli uomini che erano a difesa delle coste africane.
Nel febbraio 1941 la celebre Afrika Korps tedesca, comandata dal generale Erwin Rommel, arrivò in Africa settentrionale per dare man forte alle armate italiane, che con la loro insensata guerra, cercavano una qualche affermazione nella lotta agli inglesi. Ma, è certo, che la spedizione di Rommel aveva anche un altro scopo, oltre l’azione militare, che consisteva nell’organizzare e gestire una rete di spionaggio nelle retrovie inglesi.

La missione era esplorare e trovare i manoscritti custoditi da millenni, probabilmente nella camera della regina, dentro la Grande Piramide di Cheope. L’organizzazione fu affidata a due alti ufficiali, Neumann Sylkow e Von Ravenstein.
Hitler era convinto che, quanto riferitogli potesse essere vero, cioè che nella Grande Piramide, in un rifugio segreto, vi erano "I libri segreti di Toth", antichi papiri su cui erano riportate formule e riti risalenti ad una civiltà pre egiziana, ed approvò entusiasta l’operazione.
Toth per gli egizi era un dio, lo scriba divino, terribile e inflessibile, colui che negli inferi teneva il conto dei peccati dei morti e li accompagnava nell’oltretomba. Da qui la personificazione di Toth col dio della scrittura, della parola e del pensiero. Ermete Trismegisto con i suoi poteri divenne un mago temibile e pertanto assunto come il protettore della magia, dio rivelatore della verità e mediatore tra i mortali e gli dei. Una così forte personalità ebbe modo di trasformarsi nel periodo ellenico e poi romano divenendo così il Dio Hermes, per trovarlo ancora, in pieno Rinascimento e con il fiorire delle scienze alchemiche come Ermete Trismegisto, il "Tre volte saggio", ed ebbe un grande seguito, ritenuto il patrono di tutta la tradizione alchemica, occultista e astrologica occidentale.

Alchimia, astrologia, esoterismo, i templari, erano i grandi temi che da sempre ossessionavano i nazisti e tutta la nomenclatura del tempo in un misto di credenze e riti in cui confluivano oltre che scienze occulte anche filosofie sufi, gnostiche e neoplatoniche.
Ebbene, sembra che i nazisti fossero convinti che il sapere occulto di millenni fosse racchiuso in papiri nascosti in antiche piramidi, dietro pareti o inaccessibili anfratti, il tutto risalente a civiltà pre egizie, o forse sumere, o a civiltà di cui non è facile leggerne il passato e poterne tracciare una storia certa, trovare delle radici da cui si possa avere una identità, genti di cui è rimasto un ricordo, un mito, un soffio nella storia.
Una civiltà identificata con Atlantide.

Atlantide, un nome magico che richiama alla mente fantasie e storie che si perdono nella notte dei tempi, leggende che hanno riempito libri e dottrine e hanno convinto Himmler ad affrontare enormi sacrifici per dimostrare, finalmente che la razza ariana ha sangue dei potenti uomini di Atlantide. Pare impossibile poter accomunare la razza Ariana e tutta la dottrina della razza pura così testardamente perseguita dal regime nazista con la fantomatica e così enigmatica civiltà di Atlantide.

Hitler ed i suoi gerarchi erano da sempre alla ricerca dei segreti dell’alchimia, dell’esoterismo in una ossessiva ricerca delle origini ariane della razza tedesca, la razza pura. Questa ossessione aveva portato, già prima della 2° guerra mondiale alla creazione di un gruppo, gli “Ahnenerbe“ una via di mezzo tra le SS e studiosi di occultismo, fondato ed istruiti da Heinrich Himmler, che si macchiarono di una tremenda strage, la distruzione del villaggio di Oradur, a pochi chilometri dal mitico castello di Rennes Le Chateaus, appena quattro giorni dopo lo sbarco in Normandia, assurda e inspiegabile se non, ricollegata alla ricerca del Santo Graal, e alle antiche stragi dei Catari.

Il gruppo si riuniva ed aveva sede nella fortezza tedesca di Wewelsburg che si trova in Reno Westfalia. La sua pianta e' triangolare e ricorda la punta della lancia di Longino. Per questa sua caratteristica fu scelta da Himmler per ospitare la scuola esoterica delle SS, presso la quale imparavano non solo nozioni di guerra, ma anche di esoterismo, di storia, cultura ed etnografia germanica.
Si celebravano riti di origine sciamanica, cercavano di fondere le divinità nordiche con divinità celtiche, loro intendimento era di entrare in contatto con queste divinità e assimilarne le caratteristiche guerriere. Nella parte bassa della Wewelsburg c' è una sala con dei piedistalli su cui salivano le varie SS, un condotto al centro della sala coperto da una grata lasciava salire un fumo, probabilmente droghe allucinogene, con l'intenzione di provocare una trance medianica.

Molte delle simbologie appartenenti al castello e alle varie sale hanno chiari riferimenti alla tradizione della “Tavola Rotonda”, così come la numerologia del 12. Desiderio e speranza di Himmler, era che i giovani tedeschi si ritrovassero uniti e attratti da una nuova religione che rafforzasse e mitizzasse la razza ariana.

Già in anni giovanili Hitler era affascinato dal mondo esoterico e magico dell’Austria di inizio secolo, frequentava circoli esoterici e trascorreva molto tempo nel museo di Vienna dove era conservata la lancia di Longino, la famosa lancia che aveva colpito il costato di Gesù Cristo per constatarne la morte.
La lancia era stata posseduta dai più importanti uomini della storia, ai quali aveva conferito potenza e sapienza di valore inestimabile sia a Carlo Magno, come anche Costantino, questi ne avevano trasformato il possesso nel segno tangibile del loro potere temporale, e furono molto abili a far passare il messaggio di essere al servizio della volontà divina, artefici designati a completare un piano di portata universale, essere cioè al servizio di Dio, esecutori materiali della volontà divina. Ma in realtà se ne servirono per i propri piani di potere terreno.
Hitler nel lontano 1909 era un giovane e scontroso ventenne, senza un lavoro e con pochi mezzi si trasferì a Vienna dove tentò di iscriversi alla locale accademia d’arte, ma la sua richiesta fu respinta, comunque per mantenersi realizzava dei dipinti e degli acquarelli, anche per questi motivi frequentava spesso gallerie e musei, e fu visitando i tesori degli Asburgo nel museo dell’Hofburg, che rimase stregato dal potere esoterico che emanava quella preziosa reliquia. Fu talmente colpito da quel reperto storico che ne divenne in qualche modo schiavo.

E’ questo forse il motivo per cui, una volta al potere, Hitler volesse l’arma del legionario romano Gaio Cassio Longino, come simbolo e prova del suo desiderio di costruire un nuovo Reich millenario, il possesso di quella lancia gli avrebbe dato il credito mediatico della sacralità.
Quando nel 1938 la Germania annesse l’Austria all’interno dei propri domini, Hitler dette immediate disposizioni affinché la sacra Lancia fosse sistemata con tutti gli onori nella sua antica dimora, la cattedrale di Norimberga, e fosse assunta a oggetto di culto e venerata come simbolo di unificazione nazionale, ne volle una cura maniacale, credeva in quel simbolo e nel suo potere.
Non passò molto tempo prima che il luogo assurgesse a vero e proprio santuario del Nazismo, nelle sue sale furono ammassate reliquie e tesori, ospitando e trasformando gli oggetti in veri e propri strumenti di culto.
Noi adesso, testimoni della storia e a conoscenza dei fatti, sappiamo che la Lancia di Longino non ebbe per il dittatore nazista quel potere immenso che si aspettava. Fu forse a causa dell’uso maligno che il regime nazista ne volle fare, il motivo del fallimento dei suoi poteri? Forse perché c’è chi sospetta che la lancia fosse stata sostituita con un falso! Anche questa ipotesi è spesso riapparsa più volte sulla scena degli eventi e comunque è ancora lontana una risposta che possa fugare tutti i dubbi.

La sconfitta di Stalingrado, la più sanguinosa battaglia che la storia ricordi, segnò un duro colpo per il regime nazista, Hitler non sentendosi più al sicuro ordinò che la lancia fosse trasferita in un luogo a prova di bomba: sotto le possenti mura dell’antica fortezza di Norimberga, in impenetrabili segrete conosciute solo da pochi e fedeli uomini votati al sacrificio estremo. Dopo l'attacco definitivo degli alleati alla Germania Nazista del 13 ottobre del 1944, Norimberga fu rasa al suolo, si iniziarono a diffondere voci e racconti trapelati dai servizi segreti, circa l'esistenza di un luogo segreto che racchiudeva favolose ricchezze accumulate dalle milizie naziste durante razzie e genocidi efferati.

Nell'aprile del 1945 Norimberga venne occupata, i rapporti di intelligence indicano nel Borgomastro della città, Willy Lebel, il solo a conoscenza del nascondiglio della Lancia e dei tesori raccolti da Hitler e poi trasferiti nelle profondità inaccessibili della fortezza di Norimberga, ma questi fu trovato suicida, o più probabilmente fu ucciso. Secondo gli agenti che fecero rapporto sul ritrovamento del corpo del borgomastro, troppi elementi indicavano come la scena fosse abilmente manipolata, per rendere credibile la morte come suicidio. In seguito il suo appartamento fu accuratamente ripulito, come se qualcuno cercasse di nascondere o volesse qualcosa, il cosa e il dove e il perché sono a tuttora un mistero.

Gli alleati, in base alle notizie che si erano andate diffondendo circa il favoloso tesoro dei nazisti, e basandosi su precise indicazioni ottenute con metodi di guerra, continuarono nella ricerca indirizzandosi proprio nel sito della fortezza di Norimberga. Churchil primo ministro inglese aveva posto la questione Lancia di Longino, tra le varie operazioni di carattere riservato e urgente, temendo che nella confusione del terribile momento di sbando delle forze tedesche, i sacri reperti potessero essere trafugati e dispersi.
Il 30 aprile 1945, Hitler ed Eva Braun si suicidano nel bunker della cancelleria di Berlino, la leggenda vuole che lo stesso giorno e forse nello stesso momento in cui Hitler si suicidava, la Lancia di Longino venisse recuperata dagli Americani, agli ordini del generale Patton, un atipico militare che fece molto parlare di se e delle sue azioni militari. Si diffuse un aneddoto, si disse che fosse, così raccontano i suoi fedeli attendenti, sul punto di cedere alla tentazione di possedere per sé, il prezioso oggetto di culto, ma poi prevalse il buon senso, e la Lancia fu restituita all'Austria, nazione in cui ancora oggi è possibile ammirarla nel Wel-tliche Schatzkammer dell'Hofburg di Vienna.

Ma qualche cosa è comunque passata di mano, infatti è stato ritrovato in America quasi, 60 anni dopo, e precisamente a Pasadena in California un manoscritto di Hitler, l’originale documento delle famigerate "Leggi di Norimberga" del ' 35, con cui Hitler privo' gli ebrei della nazionalità tedesca e vietò loro i matrimoni misti, leggi antesignane dell' Olocausto, documento storico già dato per disperso, che era custodito a Norimberga o meglio nella cassaforte del vicino municipio di Eichstaett scassinata dai soldati del generale Patton. Riapparso non senza un ulteriore serie di domande, che rimettono continuamente in forse tutte le “convinzioni” e certezze storiche di cui siamo a conoscenza.

Il generale Patton cosa altro trafugò ?
Facciamo un passo indietro.
Ho raccolto una storia, una di quelle storie che fanno impazzire gli storici, che hanno il sapore del mistero, del demonio, che fanno della storia una cosa viva, fatti che gli storici non hanno saputo o non vogliono finora spiegare.
1945: Presa di Berlino.
Ormai Berlino è in mano all’armata rossa, i soldati russi rovistano tra le macerie di quella che era una delle città più belle d’Europa. In un quartiere periferico della città, vengono rinvenuti dei cadaveri vestiti con l’uniforme nazista, che però non sembrano essere tedeschi. Sono infatti giovani tibetani. Basterà una rapida indagine per concludere che lo squadrone si è suicidato in massa. Uno scenario simile è un evidente strappo alla razionalità.
Una squadra di giovani tibetani, suicida, nel cuore di Berlino, è un'aberrazione storica che nessuno aveva potuto decifrare correttamente sino a quando, Jacques Bergier e Louis Pauwels, uno discepolo di Gurdjieff e l’altro uno scienziato, pubblicano nel 1963, “il mattino dei maghi” una raccolta di articoli della rivista - Planète – popolare in Francia negli anni Cinquanta, di cui Bergier era il direttore.

Da quelle osservazioni, dai tanti fatti citati emergono numerose interpretazioni che sollevano una moltitudine di scenari che hanno dato vita tra l’altro, anche alle avventure di Indiana Jones.
In molti hanno cercato di dare spiegazioni logiche a quel ritrovamento indubbiamente sconcertante, e qui ritorna in evidenza il ruolo di Himmler.
Questi era rimasto molto colpito dalla Teoria dell’universo di ghiaccio di Hörbiger.
La cosmogonia glaciale di Hörbiger era stata pubblicata nel 1913 da Philip Fauth. Tralasciando gli immani cataclismi cosmici figurati da Hörbiger nel suo lunghissimo saggio, dove da le risposte a tutte le catastrofi cosmiche dal giorno della creazione.
Disastri avvenuti per lo scontro tra un corpo celeste dotato di grandissima massa e incandescente con un pianeta dalle dimensioni enormi formato da ghiaccio. Dall’esplosione dei due corpi celesti si formano nuove galassie, nuovi mondi e nuove lune. Sono interessanti le sue indicazioni su fatti recenti, sempre di cosmologia, che risolvono le questioni celesti e il succedersi delle ere sulla terra, c’è la risposta alla nascita di forme di vita enormi, alla scomparse delle stesse, alla creazione di nuovi equilibri, si possono in estrema sintesi riassumere in:

“ … gli uomini appaiono solo nella seconda fase geologica; quindici milioni di anni fa una civiltà di superuomini dalle sembianze non convenzionalmente umane, ma dotati di enorme energia psichica, è padrona della terra, ma viene distrutta dalla caduta della seconda luna…
… i superstiti si adattano a vivere alla luce della terza luna, più piccola e lontana. I nostri avi, più piccoli e meno dotati, hanno il predominio si diffondono, si evolvono sino a edificare la civiltà mondiale di Atlantide, guidati dai re superstiti della seconda era. Questi conoscendo le antiche leggi cosmiche sanno che quella civiltà sarà destinata a chiudere il suo ciclo, sono consapevoli e impotenti contro il destino che li vuole soccombenti alla terza luna, il che purtroppo avviene centocinquantamila anni fa.
L'umanità tornerà ad uno livello animale.
Nascono razze diverse in un mondo senza luce, oscurato da polveri e bagliori celesti.

Per centocinquantamila anni le nuove razze si evolvono e si sviluppano avvicinandosi alle zone del pianeta che si trovano vicino al polo artico, dove fondano una nuova Atlantide nel lontano ricordo dell’antica e potente antenata. L’evoluzione dei nuovi padroni della terra si protrae sino a che, dodicimila anni fa, si forma la quarta luna.
Questa nuova luna genera attrazioni magnetiche di natura così elevata da determinare nuovi cataclismi, si genera un altro impasto, si creano nuovi miti, restano solo le tracce flebili nei ricordi di vecchi saggi che affidarono al vento i loro ricordi, tramandati come miti della genesi e del diluvio.
I potenti e indiscussi padroni della terra e la loro civiltà, scompaiono, ma in alcuni luoghi, dalla Cina all'Egitto, lentamente si ricostruiscono civiltà, i ricordi di quelli che furono i loro avi si ritrovano nei manoscritti nelle opere rimaste, nei pochi ma indelebili ricordi di quelli che saranno i grandi saggi, gli dei terreni, custodi di sapienze antiche, embrioni di nuove strutture sociali.
Ma questi nuovi uomini sono dei piccoli uomini, dimentichi di quello che erano stati.

Hanno dimenticato le grandezze dei loro avi, le loro origini, il rapporto tra l'uomo e gli eventi cosmici, le conoscenze a cui attingevano i loro grandi padri, ai quali si può risalire soltanto conoscendo le grandi leggi dell'universo, che hanno dimenticato o forse non sono più in grado di capire, di decifrare, ma che certamente non sono quelle enunciate da Newton e da Einstein. La scoperta a opera di Horbiger dei meccanismi celesti, della fenomenologia cosmica, segna la fine di un'epoca e l’inizio di una nuova fase.
Alla luce di queste ritrovate conoscenze, Himmler si era personalmente convinto che la razza "ariana" si era evoluta in maniera autonoma dalle altre razze, considerate inferiori, e contraddicendo le teorie di Darwin e la sua evoluzione della specie.
Gli ariani secondo la sua convinzione, avvalorata da molti studiosi, iniziati alla conoscenza e che avevano avuto accesso ad antichi testi, osservato le iscrizioni dei geroglifici, scoperto il significato più recondito delle piramidi, anche per merito di Schwaller De Lubicz, si erano fortemente convinti che gli ariani derivavano da un popolo semi-divino i Tuatha De Danaan disceso dal cielo e stabilitosi in Atlantide.

Prima della distruzione finale, gli Atlantidi ariani migrarono in varie parti del Mondo e avevano ricreato un grande Impero nell'Asia Centrale area Tibet - Deserto del Gobi.
Himmler decise che avrebbe avuto bisogno di altri elementi per avvalorare queste teorie, anche per tacitare le voci dissidenti e denigratorie delle ricerche portate avanti in quegli anni.
Decise che il nocciolo delle ricerche fosse in Tibet e così organizzò una spedizione, questa volta tutta tedesca, e gestita dell'organizzazione Ahnenerbe, per ricercare le prove, le tracce della migrazione degli ariani primigeni, quelli che erano stati i loro antenati, che sotto gli sconvolgimenti del diluvio si erano dispersi in varie parti del mondo in Asia, specie in Tibet, per depositarvi le loro conoscenze e far rinascere una nuova comunità mondiale, e non ultimo anche per rendergli un omaggio spirituale.

Fu approntata una missione naturalista, così per dare credito alla missione e farla passare agli occhi attenti della stampa estera come una normale esplorazione, fu nominato tra i componenti della spedizione, il noto naturalista Schäfer, che aveva già partecipato a due precedenti spedizioni nel ‘31-‘32 e la seguente del ‘34-‘36 capeggiate dall’esploratore americano Brooke Dolan, membro inviato dell’accademia delle scienze naturali di Philadelfia. Schäfer accettò l’incarico di capo spedizione, anche se non completamente convinto dalle teorie di Hörbiger.
Risale a quel periodo un contatto più profondo con i tibetani e il Dalai Lama. L’attuale Dalai Lama a quel tempo aveva 3 anni e da poco riconosciuto come futuro Dalai Lama e iniziato alle pratiche religiose e gnostiche.
E’ probabile che i morti suicidi a Berlino fossero monaci tibetani in missione presso il Fuhrer in un’ ottica di scambi culturali o forse di una vicinanza non ideologica in senso stretto, ma di discendenza e appartenenza ad un grande popolo.

Il mito di Atlantide, è sempre ricordato e accomunato ai grandi eventi geologici, a inondazioni e sconvolgimenti epocali.
Il mito del diluvio universale così radicato in tante culture e religioni ha forse dei fondamenti che nella distruzione di Atlantide trova la sua naturale conclusione.
Le ipotesi e le teorie di Himmler possono apparire completamente sballate, frutto di una mente disturbata, ma non sappiamo però a cosa attingesse con certezza Himmler, per voler così fortemente dar credito a quelle leggende a quelle storie, non è escluso che avesse avuto accesso a documenti, a scritti, a oggetti e conoscenze.
Ha probabilmente incontrato personaggi talmente credibili da aver rafforzato in lui la certezza che Atlantide fosse nel destino della grande Germania.

E se vogliamo, possiamo tirare in ballo anche un premio nobel per la fisica per il 1968, Luis Alvarez che dimostrò come esistano ancora tracce di un colossale impatto di un asteroide (forse una delle lune di Hörbige?) che superò lo spazio tra la luna e la terra in poco meno di 3 ore, attraversò l’atmosfera terrestre in meno di un secondo, sprigionando all’impatto un’esplosione pari l’effetto di cento milioni di bombe all’idrogeno, provocando uno tsunami di oltre un chilometro di altezza, pensate che quello del Natale 2004 fu di 10 metri. Il risultato fu terrificante, inimmaginabile, il sole fu oscurato dai detriti sollevati dall’impatto, per anni e anni, la temperatura a causa dell’effetto serra conseguente, impazzì, perciò le piante e quindi gli erbivori morirono e ¾ delle specie viventi si estinsero, compresi i grandi dinosauri.
Le tracce sono ancora evidenti seppur ormai non così visibili, nello Yucatan a Chicxulub vi è un cratere di 200 km. di diametro e profondo 15 km. Sono le prove scoperte dal fisico Luis Alvarez, che misurando e studiando le concentrazioni di iridio, e granelli di quarzo da shock e altre particolarità gli hanno poi consentito di dare una risposta credibile all’annoso quesito sulla scomparsa dei dinosauri, e questo nel 1970 !

Ma la storia si sa, non è un libro pieno di certezze, tutt’altro! Recentemente sono state fatte altre, importanti scoperte.
Infatti si pensava che il territorio tibetano fosse stato abitato solo a partire dal periodo Neolitico, presumibilmente circa 5000 anni fa, ma la scoperta di antiche impronte di mani e piedi, di origine umana in un sito archeologico a 90 km. dalla capitale Lhasa, fanno arretrare a circa 20.000 anni fa il fiorire di una antica civiltà. Ciò da corpo ad una antica leggenda tibetana che celebra l’arrivo di una civiltà, antenata del culto del dio Bon, proveniente dal Nord, dall’ impenetrabile regno di Olmolungring.
E ancora, è recente 1978 e poi 1980 la scoperta di centinaia di mummie umane nel deserto di Taklamakan al confine con la Cina, mummie dalle caratteristiche insolite. Infatti le caratteristiche delle mummie sono peculiari di popolazioni nord europee, in quanto possedevano occhi azzurri, capelli biondi o rossicci, con una altezza media di 1,80 cm. e una mummia alta oltre 2 metri.

Queste mummie sono state datate a oltre 4000 anni fa, perfettamente conservate dal caldo torrido del deserto che ne ha permesso uno studio accurato, si veda la “ bella di Loulan “.
Ora tutto ciò è significativo e illustra chiaramente quale fosse l’ambiente che ruotava intorno alle figure più eminenti e grigie del panorama nazista. La razza ariana, questa ossessione, la sua purezza ricercata nei siti più remoti e improbabili, le enormi risorse economiche ed umane sacrificate sull’altare di questa follia, a tutto ciò si univa e si confondeva in un misto di sacro e profano la religione cattolica con la “obbligata” evidenza che Cristo fosse di pura razza ariana e dagli ebrei ucciso, e le S.S. le terribili milizie al servizio della nazione, i nuovi cavalieri templari eredi e difensori della sacra razza ariana.

1

E’ così che arriviamo al Cairo e ci troviamo sotto un sole infuocato, tra una puzza indicibile, mosche e polvere e un continuo rumore di genti e di mercato, ad un tratto urla e scoppi di collera violenta, qualcuno si strattona e minaccia, nell’aria luccicano armi di acciaio, c’è chi grida chi si allontana svelto o corre via. Si sentono passi di corsa che si avvicinano altri che si fanno lontani, e la folla si stringe si allarga come un’onda e poi si odono ordini a voce alta e qualcuno è spinto in malo modo da quelli che sono forse poliziotti, o tagliagole.

Dal fondo del mercato si odono nervosi colpi di clacson, una automobile nera cerca spazio in quell’ inferno di polvere e caos. L’auto riesce a passare con fatica, la gente con indolenza si sposta, qualcuno si lascia toccare dal metallo liscio della carrozzeria arroventata dal sole. Infine passa, con l’autista che impreca e suona a martello tra gli insulti e sguardi curiosi.

Non molto lontano dal mercato, ad appena qualche centinaio di metri, l’auto si ferma, tra una nuvola di polvere e onde di calore, il motore viene spento e nell’aria resta il rumore di parti meccaniche che ritrovano un proprio equilibrio. Passa qualche minuto e lo sportello si apre, una scarpa lucida e nera sporge e si posa sulla strada polverosa. L‘uomo si guarda rapido intorno e si infila in uno squallido negozio.
“ E' molto che sto aspettando signore, non sapevo più cosa pensare …, “.
“ Taci, hai quello che hai promesso?”.
“ Certo è qui e... non è stato facile averlo e …”.
“ Lascia perdere e fammi vedere cosa è che hai ! ”

L'uomo, basso tarchiato, con una barba bianca e appuntita, sparì dietro una tenda rossa, pesante e sudicia. Si udirono alcuni rumori nel retrobottega, mentre il personaggio uscito dall'auto si guardava intorno nervosamente. La tenda si mosse e il grosso egiziano riapparve con in mano una grossa scatola, intagliata e dall'aspetto antico e prezioso. Con cautela l'appoggiò sul bancone del negozio.
“ Ecco è questa, è qui dentro, e ne ho quasi paura! ”.
L'uomo dell'auto, alto e magro, nervoso ed elegante, si bloccò come impietrito aveva, finalmente davanti a se quello che per lunghi anni era stato invano cercato.
L’ uomo elegante si avvicinò al bancone e stese le mani verso la preziosa scatola, ed ebbe come un sussulto, sentì le sue mani come vibrare, un formicolio si diffuse dalle dita sino alle spalle. Ma si riscosse da quello che gli sembrò un brivido di freddo!
Con fare delicato prese il grosso laccio di pelle che cingeva il cofanetto e lo aprì. Il coperchio sembrava ben sigillato, ma con un piccolo sforzo lo sollevò. Era di un legno vecchio, screpolato con gli smalti ormai scoloriti, però le pietre che vi erano incastonate erano salde nelle loro sedi, e anche le verghe di metallo che decoravano il tutto sembravano in ottime condizioni.

Dentro vi era il libro, uno di quei preziosi libri che per anni e anni erano stati cercati, che erano costati sacrifici e sangue e tanto anche. Ma ora era lì, con i suoi segreti con il suo potere che aspettava di essere controllato.
“ Signore ” - disse il grosso e sudato egizio.
“ Il libro è questo e adesso vorrei quanto è stato pattuito! ”.
“ Molto bene, molto bene, Faruk, avrai quello che ti spetta, non temere, ma voglio prima vedere il libro! ”.
Il commerciante cominciò a sudare, ancora più di prima, ed ebbe la brutta sensazione che la cosa non sarebbe andata a finire bene.
Una parte dei soldi e tanti anche, li aveva già presi e ora mancava il resto, ma poi si disse che era solo molto agitato e a ragione anche, sapeva che intorno a quei reperti giravano tante storie, di maledizioni e morte, e anche lo spettro della galera o peggio era molto reale per chi veniva colto a trafficare con gli antichi tesori della sua terra.
Aveva qualche conoscenza nei posti giusti e con un po’ di merci avuta qua e la dagli inglesi e anche dai tedeschi riusciva a fare dei buoni affari e teneva tranquilli i mastini!
“ E’ lui ! “ disse l’uomo vestito di nero.
“ E’ il libro non ci sono dubbi ! “.
Ansimò in estasi.
“ Certo signore è come avevo detto…, ne avevo avuto la conferma dal mio fornitore, eh … eh lui sapeva benissimo da dove veniva ! “.
“ Bene Faruk, bene ! ”.
Faruk sapeva che quell’uomo ben vestito era un tedesco, un ufficiale nazista. Lo aveva fatto seguire da un suo uomo e ora conosceva molte cose su quell’uomo, specie che era molto pericoloso. Mentre il tedesco rimetteva a posto il libro nel cofanetto e lo richiudeva con cura, Faruk con fare svelto ma tranquillo mise mano ad una pistola che teneva sempre a portata di mano sotto al banco, ma ben nascosta al nazista.

“ Bravo Faruk, adesso non resta che saldare il conto ! ”.
Lentamente infilò la mano sotto la giacchetta e ne estrasse un grosso rotolo di banconote che lasciò sul banco.
“ Ecco qua, non resta che contarli e siamo a posto, resta inteso che nessuno “ e lo disse alzando l’indice sotto al mento di Faruk “ e dico NESSUNO dovrà sapere di questa storia! “.
“ Certo signore è nel nostro reciproco interesse che tutto resti tra noi ! “
Gli occhi di Faruk erano come magnetizzati da quei soldi sopra al banco, ma non osava contarli e perdere il contatto con la sua pistola.
“ Bene signore e così siamo a posto non resta che dirci addio o ai prossimi affari ! “.
Il tedesco lo guardò fisso negli occhi, prese il suo prezioso fardello e senza una parola usci dal negozio. Faruk tirò un sospiro di sollievo, afferrò il rotolo di banconote giusto in tempo per vedere la sagoma nera del tedesco che con la mano armata gli sparava contro.
Attraversare la città non fu molto difficile solo maledettamente lento, non c’ era nessuno che rispettasse un minimo di regole tra asini e carretti e genti che si trascinano penosamente da un posto ad un altro con apparente casualità, è sempre difficile trovare la giusta andatura per arrivare con meno bile nello stomaco.
Le due sentinelle ai lati del cancello non fecero alcun gesto ostile, solo uno sguardo al guidatore e forse all’uomo seduto dietro, e riconosciuti entrambi, si spostarono leggermente per lasciar passare l’auto. L’uomo seduto sui sedili posteriori si disse che avrebbe dovuto richiamare i due di guardia, ad una più attenta sorveglianza, non era molto tranquillizzante constatare con quanta facilità avessero lasciato passare la sua auto, ma forse erano italiane le sentinelle, e ciò spiegava tutto.

L’uomo scese dalla macchina con il suo prezioso cofanetto, si guardò intorno mentre l’auto ripartiva, inspirò a pieni polmoni, l’aria per quanto polverosa e insana, non gli era mai sembrata migliore. Si diresse al piano superiore tra soldati e civili, sembrò che tutti lo conoscessero, ma nessuno fece alcun cenno di saluto, con una smorfia repressa tra i denti raggiunse l’ufficio con una grossa targa esterna e un nome inciso a lettere d’oro. Bussò, in un attimo fu dentro.
“ Ho quello per cui siamo qui signore “.
“ Bene era l’ora ! “.
“ Cosa mi puoi dire, possiamo fidarci del tuo fornitore? Non è la prima volta che ci portiamo a casa dei falsi ! “.
“ E’ vero generale, ma questa volta sono certo che siamo in possesso dell’originale, quando ho aperto il cofanetto ho avvertito come un brivido nelle vene, una sensazione di stordimento che mai prima era avvenuto “.
“ Spero che non ci siano impedimenti di nessun genere ...e ...il suo contatto ? “.
“Tutto a posto non ci darà preoccupazioni, starà facendo affari con Seth!”.
“ Non scherzare, sai che certe cose hanno un peso… e mi disturbano “.
“ Mi scusi generale è la forte carica che mi sento nelle vene, che mi rende euforico “.
“ Spero che anche il nostro esperto sia in gran forma, questa volta non dobbiamo fare sbagli non ci verrebbero perdonati… e poi sarebbe seccante farsi prendere ancora in giro da questi straccioni! “.
“ E’ vero ma non stanno contando i nostri soldi adesso “. Disse con un sorriso beffardo .
“ Basta, lo sai che non è questione di soldi… è qualcosa di molto più prezioso quello di cui parlo “.

Un soldato si presentò alla porta e porse un dispaccio al generale che quasi glielo strappò dalle mani, tanta era l’ansia di ricevere notizie. Dette una veloce lettura al messaggio.
“ Bene “ disse rivolgendosi al suo attendente “ ci siamo, è arrivato il professore che aspettavamo da Berlino, tutto come nei piani ! “
Pochi minuti e alla porta si avvicinò un uomo non più giovane ma che si poteva sicuramente credere uno studioso, scortato da un soldato alto e impettito che faceva sembrare il professore ancora più goffo e vecchio. “ Ben arrivato professor Holz vi attendevamo , ma non immagina il tempismo con la quale lei è qui! “.

Il professor Holz si guardò in torno un po’ smarrito.
“ Sono partito 2 giorni fa e mi creda generale, non è stato un viaggio di piacere, siamo stati attaccati da caccia della R.A.F. e solo per puro caso siamo riusciti a passare, quando sembrava che ormai fossimo spacciati i caccia nemici sono stati dirottati verso obiettivi sicuramente più ghiotti per le loro fauci ...dannati ... sono sempre più impudenti… “.
“ Ma ora è qui e il suo scopo, il nostro scopo è rendere la Germania più forte anzi invincibile! Mettiamoci al lavoro ! “.
Il cofanetto fu avvicinato al professore che sembrava in uno stato di estasi mistica, con gli occhi seguiva i movimenti dell’attendente mentre apriva il prezioso reperto sollevando il coperchio.
Il professore non resse oltre e sportosi verso il cofanetto, disse : “ Io, io apro “.
E senza che i due potessero reagire a quel moto lesto e impetuoso tirò a se il cofanetto e estrasse il libro . Lo guardò con reverenza, in silenzio, con un leggero fremito delle labbra, anche il generale ed il suo braccio destro stettero immobili a guardare, come se in quei momenti si rendessero conto che qualcosa di grande sarebbe accaduto, che la storia avrebbe potuto avere un corso diverso.
Il professore cominciò ad esaminare il libro, sfogliava le pagine con una lentezza e una delicatezza inusitata, erano segni e simboli che ai più non avrebbero significato assolutamente nulla, come al generale!
Il professor Holz cominciò a prendere appunti e controllava spesso dei vecchi libri che aveva portato con se, i due uomini nella stanza si sentirono come dei pesci fuor d'acqua, non osavano parlare tra se e nemmeno avvicinarsi al professore, dopo che erano stati quasi morsi, quando gli avevano fatto una domanda, evidentemente stupida!

“ Ho bisogno di tempo e di un posto tranquillo “ disse il professore dopo ore di incessante studio.
“ Certo professor Holz credo che nel mio studio privato starà benissimo “ disse il generale con un certo senso di liberazione.
“ Farò in modo che vi servano tutto ciò di cui potete aver bisogno, anzi non dovete fare altro che chiedere “.
Il generale chiamò un soldato, gli affidò il professore e ordinò che restasse ai suoi ordini.
Restato solo con il suo attendente il generale tirò un sospiro di sollievo e finalmente potè concedersi un sigaro.
“ Quanto ci sarà da aspettare per sapere qualcosa? “.
Era una domanda fatta a se stesso ma era l’unica cosa che potesse fare adesso.

1 Maggio 1941. Africa settentrionale.

Infuriano i combattimenti delle truppe italo-tedesche nel perimetro occidentale delle difese di Tobruk: per ampliare il varco, Rommel invia continuamente in prima linea truppe fresche, ma ciò nonostante non riesce a compiere progressi apprezzabili.

2 maggio 1941. Africa settentrionale.

Situazione immutata a Tobruk: gli inglesi riescono a bloccare i reiterati tentativi degli attaccanti di ampliare la posizione creata nel settore occidentale del perimetro difensivo.
Il generale era visibilmente impaziente, le notizie dal fronte non erano delle migliori, quei fottuti di italiani le stavano prendendo da quegli straccioni etiopi e quel muso lesso di Hailé Selassié , ma sono le voci dell’ agenzia segreta che teme di più, sembra che Churchill stia preparando l’invio di forze notevoli in Egitto e questo non è per niente un buon segno! E quel ciccione di professore che non si vede ! Si guardò intorno e non sopportando più il silenzio del professore chiamò il suo assistente.
“ Birgen, dove sei ? “.

Urlò stizzito era evidente che anche da Berlino erano impazienti di conoscere i segreti del libro !
Birgen apparve sulla porta con un leggero filo di sudore sulla fronte, come di chi abbia fatto uno sforzo recente.
“ Agli ordini generale “.
Restò sull’attenti in maniera insolita, per lui come se dovesse scontare una punizione o se si sentisse in colpa .
“ Ascoltami bene… va di là … voglio sapere qualcosa e non qualcosa di vago! ma qualcosa di concreto voglio fatti e non… “.
Come se ci fosse stato un accordo, i due si voltarono di scatto, stupiti nel vedere il loro professore apparire sudato, ma col viso ridente e un po’ di fiato corto. Stringeva un pacco di fogli e pareva soddisfatto del lavoro fatto.
“ Ho qui qualcosa che sono riuscito a decifrare del vostro papiro, non è stato facile credetemi, ma fortuna il supporto è di buona qualità e tutto è in ottime condizioni, lo scriba che ha avuto il compito di trascrivere era forse un gran sacerdote perché non ci sono molti errori, comunque non ho certo finito.. ma sono certo che siete in ansia di sapere qualcosa! E forse non solo voi “.

“ Potete giurarci, herr Holz, potete giurarci! “
“ Ma è un libro strano generale, devo essere sincero, non so se è quello che state cercando … perché …”.
“ Cosa ? “ urlò il generale mentre Birgen saltava dalla sedia.
“ Che state dicendo ? “ fremette il generale, paonazzo e tremante di rabbia.
“ Quel poco che ho tradotto sino ad ora è, si un libro di arti magiche…, ma non è come si può immaginare un formulario o un prontuario per riti iniziatici … “.
“ Basta così maledizione, cominciate a leggere questo dannato libro ! “.
“ Bene ma non si adiri, non sono io che ho scritto il tutto, ho solo tradotto, “ .
Piagnucolò il professore.
“ E poi ripeto, ho solo tradotto una parte e forse poi… “.
Il generale stava per esplodere di ira, ma il professore prese subito posizione con i suoi fogli e iniziò a ordinare i suoi appunti.
“ Ecco ..vediamo.. si ecco.. tralascio alcune cose che non ho ben chiaro però..humm… “.
Presumo che si tratti di una storia che riguarda Hook Noor figlio del gran sacerdote e sciamano di un non meglio identificato visir Quasim, dovrò documentarmi a fondo per capire chi fosse questo Quasim e da che epoca spunta fuori, Hook Noor doveva avere un’età per cui non era più un bambino e non ancora un uomo ma stiamo parlando di un ‘epoca che non è facile identificare per cui certi valori sono poco significativi per il nostro giudizio, comunque forse aveva 16 o 17 anni quando si presentò a suo padre chiedendogli di andare a combattere per il suo re. Il gran sacerdote si rifiutò e minacciò suo figlio di togliersi dalla testa simili idee, in quanto il suo destino era quello di apprendere i grandi segreti della sua famiglia seguire le orme dei suoi antenati, maneggiare le forze del cielo e della terra! .

“ Ma padre mio, il mio braccio è forte e grandi sono le imprese che posso compiere, e ciò che mi avete già insegnato mi renderanno ancora più forte e audace per la vostra gloria e quella del nostro signore “.
“ Non è il tuo destino andare armato di lancia e frecce a testa bassa contro nemici e belve, a spargere sangue, ma otterrai maggior gloria e successi per te e il tuo re a star qui e imparare i misteri dell’alchimia e dei riti. E ora basta rientra nelle tue stanze e non voglio più sentire di queste idiozie. Domani riprendiamo lo studio “.
Il giovane Hook Noor sapeva che niente avrebbe convinto suo padre gran sacerdote, a cambiare idea e quindi rientrò mestamente nella sua stanza, appena entrato si accorse che una sentinella era stata mandata a guardia della sua porta.
” E’ proprio un grande mago ” pensò divertito il ragazzo.

E fu allora che decise di prendere le proprie cose e scappare verso l’accampamento del suo sovrano che era in guerra contro nemici valorosi.
Il re, lui si che avrebbe capito il suo bisogno di combattere, che il suo cuore ardeva per la voglia di impugnare le armi, che il suo braccio era vigoroso e forte e sarebbe stato un valoroso soldato del re. Era certo che il sovrano lo avrebbe preso sotto la sua protezione, lo conosceva bene, tante volte era stato alle cacce con lui e sempre si era fatto apprezzare per il suo temperamento da lottatore. Radunò le sue poche cose e aspettò che calasse la notte.
Era ormai notte fonda i rumori della fortezza si erano placati, solo pochi passi risuonavano ancora per le sale, erano le guardie di ronda e fuori si sentivano solo ordini e ovattate risposte.
Non poteva passare dalla porta senza che la sentinella se ne accorgesse, ma non era certo un problema, già altre volte era stato messo in castigo e sempre si era liberato da solo.
Andò al suo nascondiglio segreto e tra mille cose e mille segreti estrasse una corda, cominciava ad essere un po’ troppo logora, ma certo ancora buona pensò, mentre richiudeva il nascondiglio ricavato dietro la piccola libreria.

Guardò giù dalla finestra, tutto era silenzio, non sarebbero stati quei 15 metri a fermare il suo spirito e il coraggio che gli scorreva nelle vene. Legò un capo della corda alla gamba del suo letto, che grosso e pesante come era lo avrebbe tenuto senza problemi.
Fece un grosso nodo, calò la corda dalla finestra, si caricò le sue cose sulla schiena e dando un ultimo sguardo alla stanza cominciò a calarsi. Mentre scendeva immaginò che sarebbe tornato come un grande guerriero e nessuno gli avrebbe più impedito di fare quello che voleva, ma gli avrebbero fatto grandi onori e feste.

Si era calato non più di 3 o 4 metri, con i pensieri di gloria che ancora gli turbinavano nella testa, quando un rumore sordo e sinistro lo richiamò alla realtà.
Fece appena in tempo a girare la testa verso l’alto e vedere che la corda si sfilacciava e spezzava con uno schiocco secco. Forse non fece nemmeno in tempo a mandare un urlo, o forse si, comunque nessuno si accorse di niente. Il tonfo sordo e pesante rimase inascoltato in tutto il castello e i suoi abitanti.
“ Ah.. finalmente ! guarda guarda… si riprende il signorino! “ disse il piccolo uomo che al chiarore di una lampada tremolante si muoveva in modo goffo per la stanza.

“ Ghoyjh.. hohkop.” riuscì a dire Hook Noor.
“ Che diavolo stai dicendo? piccolo inetto! “
“ kloykl…yykyosz... io ... coossaagg “.
“ E’ meglio che ti calmi un po’.. piccoletto! Non capisco un niente !
E forse è meglio..! “.
Nella stanza non c’era una buona aria, l’odore era di umido, di terra e un silenzio strano rendeva l’ambiente spettrale, Hook Noor si guardava intorno e non riconosceva nulla, niente di familiare ne cose ne odori e tanto meno quel nano che si agitava nervoso e arruffato.
“ Coosa èèè succceszsoo ! Chii zzeeii tguuu? “.

Hook Noor si rendeva conto di non riuscire a parlare bene ma per quanto si sforzasse era come se avesse una rana in bocca che parlasse per lui.
“ Te lo spiego io cosa è successo… piccolo uomo… “.
“ Stavo beatamente dormendo, perché ero veramente stanco, oggi ho lavorato molto, perché devi sapere.. ma uffa.. ora non c’entra niente... insomma IO stavo dormendo quando sento la fine del mondo ! Un tonfo!! E che tonfo! Quasi mi sfondi il tetto e chissà, forse lo hai fatto. Sento questa botta, quasi sulla testa e poi più niente …ascolto con l’orecchio teso e … niente. Beh sicuro non avevo sognato, allora decido di guardare fuori. Ma … shh… attenzione perché farsi vedere in giro è pericoloso … molto pericoloso … Esco dall’uscita di sicurezza e … che ti vedo? Un fagotto stropicciato di essere umano! “.


Chiunque fosse interessato a lasciare un commento, un consiglio o maledizione può contattare Luciano Cavaliere

E mail:  luciano.cavaliere@tin.it

Grazie per l’interesse dimostrato.

Luciano Cavaliere

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